LUI È VIVO - Prekazi la Generazione d’Eroi dell'autore kosovaro Dibran Fylli
"Lui è Vivo - Prekazi la Generazione d’Eroi" è un’opera letteraria di grande rilevanza storica e culturale, scritta dall'autore kosovaro Dibran Fylli, il quale celebra la figura leggendaria di Adem Jashari, uno dei simboli più forti della resistenza albanese durante la guerra del Kosovo. La recente terza edizione, pubblicata il mese scorso e già tradotta in 16 lingue, testimonia non solo il crescente interesse internazionale verso questo libro, ma anche il profondo impatto che la narrazione di Dibran Fylli ha avuto su lettori di tutto il mondo. Essendo regista di tanti film, Fylli ci conduce in un scenario assai vivido, purché terrificante, trovandosi noi stessi, avvolti di quel fumo nero, le giornate tetre senza alba ma solo tramonti di guerre, sangue e genocidio da parte degli usurpatori serbi, verso la terra martire di Kosovo.
Oltre ciò, il libro rappresenta anche la figura leggendaria di Adem Jashari, eroe nazionale kosovaro, il cui nome è diventato sinonimo di coraggio, sacrificio e lotta per la libertà.
La sua storia è raccontata come una prosa intensa e coinvolgente, che intreccia elementi storici, biografici e narrativi per restituire un quadro completo e umano di questo personaggio cruciale. L’opera si distingue per il modo in cui, (come citato sopra), Fylli riesce a rendere vive le emozioni della famiglia e tutti i parenti di Jashari tormentati come il suo popolo, dalla brutalità della guerra e dalla repressione serba.
- Il 5 aprile 1993, nella casa di Adem Jashari si è svolto un incontro importante. Oltre ai partecipanti della formazione armata di esso, in questo incontro fecero parte anche alcuni attivisti politici i quali decisero di espandere la formazione militare di Adem Jashari.
Proprio in questo incontro, egli propose che nelle azioni che si eseguivano in Kosovo di nominare ”l'Esercito del Kosovo”, ed è stato in quel incontro che Jashari fu nominato il Comandante dell’Esercito del Kosovo.
Gli attacchi sulle forze della polizia serba oramai avevano una coordinamento. Dal coordinamento, l’allargamento e la strutturazione dei gruppi armati nell’anno 1993, si creò l’Esercito di Liberazione del Kosovo (UÇK). Il 22 gennaio dell’anno 1998, verso alba, dalla Fabbrica delle Munizioni di Caccia, circa 500 metri lontano dalla casa del quartiere degli Jashari, si erano avvicinate le forze della polizia serba, le quali erano dirette verso la torre di Shaban Jashari, per aggredire con armi di vario tipo. Visto che in quella notte Adem Jashari non era in casa, all’aggressione gli rispose Shaban e Hamza con i suoi nipoti. La loro casa - torre, fu aggredita con tutti i tipi di armi. La risposta di Shaban e Hamza e dei nipoti di Shaban fu enorme e persistente, sicchè le forze serbe furono costrette a ritirarsi. Nello scontro rimasero ferite le nipoti di Shaban Jashari, Iliriana e Servete. Soltanto poche ore che le forze serbe si erano ritirate, molti cittadini erano diretti verso Prekaz, dove furono accolti dalla saggezza di Shaban Jashari. Era da tempo che la polizia serba aveva di mira la casa degli Jashari. Il 5 marzo del 1998, nelle prime ore del mattino, grandi forze militari e poliziesche serbe erano dirette verso Prekazi. Una formazione di cecchini, posizionati nella locazione della fabbrica di munizioni, era rinforzata dai mezzi pesanti di artiglieria. L’aggressione sugli Jashari cominciò intorno le sei del mattino. A casa c’erano tutti i membri della famiglia. La resistenza eroica della famiglia Jashari durò tre giorni: il 5, il 6, il 7 marzo del 1998. Nel campo di battaglia persero la vita eroicamente proteggendo la patria 20 membri, 10 dei quali erano bambini, invece l’anziano Shaban Jashari in questa battaglia, aveva nuovamente il nominativo che aveva preso anni prima “Il Maestro della liberazione del Kosovo”.
Attraverso queste descrizioni degli eventi, la figura della famiglia di Jashari e di lui in persona, risale non solo come guerriero, ma anche come un uomo profondamente legato al suo popolo e alla sua terra. La narrazione mette in luce il lato umano di esso, il suo senso di responsabilità verso la comunità e la sua determinazione a difendere la dignità e i diritti della sua gente.
La lettura suscita un forte senso di empatia, rendendo Jashari un personaggio universale, capace di parlare alle coscienze di chiunque si confronti con la tematica della lotta per la libertà e la giustizia.
Un altro punto di forza del libro, è la capacità di Fylli di coinvolgere il lettore attraverso una narrazione fluida e ben costruita. Le scene di combattimento, i momenti di dolore e di speranza si alternano in modo equilibrato, senza cadere né nell’eroismo retorico né nel senso di pietà.
Il nome di Adem Jashari nonché la storia della sua famiglia, lascerà il segno ovunque
vivono gli albanesi così come ovunque nel mondo, poiché sarà nota come la famiglia, che con il proprio sacrificio sublime, aprì le finestre e le porte verso la libertà del Kosovo.
Saranno quattro, cinque e sei generazioni di questa famiglia, con la quale si identificherà la libertà sognata nei secoli. Invece il saggio anziano, il maestro della liberazione delle montagne, Shaban Jashari, affiancato da Hamza e Adem, dai nipoti e il loro sangue sacrificato, daranno a Prekazi l’onore che prenderà il nome giusto: “Il Kosovo - la Patria della libertà del Kosovo”. Con tutta questa gloria e patriottismo con i quali i Jashari lasciarono l’eredità alla storia della loro patria, Adem Jashari sarà il personaggio principale tramite il quale si scriverà la nuova storia nazionale.
- All’alba del 30 dicembre del 1991, il nemico con un’intera macchineria poliziesca circondò i Jashari cercando l’arresa di Adem Jashari. Insieme con i suoi fratelli, all’appello del nemico per l’arresa, Jashari gli rispose con una serie di spari da diverse direzioni. Indipendentemente che il nemico avesse impegnato molti militari a fargli resa con elicotteri e mezzi di alta tecnica, non riuscì a sconfiggere i combattenti.
Dopo questa lotta con le forze della polizia serba, l’intero gruppo dei Adem Jashari passò all’illegalità. Era chiaro che da quel giorno in poi, la schiera di Prekazi diretto da Adem Jashari, aveva deciso l’epoca della lotta per la liberazione, della gloria e della libertà invece di quella condotta in carcere colma di umiliazione. Soltanto i coraggiosi nei vari periodi hanno cambiato il corso della storia, ed è ciò che accade anche con l'eroe leggendario Jashari.
È stato così che ebbe inizio la loro guerra con la polizia del nemico, inizialmente in Drenica, per espandersi più tardi nel Llap e Dukagjin, in Shala e ovunque in Kosovo. L’UCK divenne la speranza del popolo e il terrore del nemico.
Adem Jashari appariva ovunque. Purché stesse diventando una leggenda, si trovava ovunque dove si sconfiggeva il nemico; egli era in ogni angolo del Kosovo. Diventando oggetto di aggressione, Adem Jashari veniva perseguitato dalle pattuglie della polizia serba e le stazioni di polizia. Ciò testimonia il suo orientamento alla ricerca della libertà, nonché come bisogna cercare di liberare il paese dalla violenza e dal terrore dell’occupatore serbo. Le manifestazioni dell’anno 1981, e gli eventi della Grande Primavera studentesca, portarono un grande movimento popolare, mantenendo così per anni interi acceso il falò della libertà della nazione. Tali eventi influenzarono magicamente la generazione formando, organizzando e gestendo politicamente e militarmente l’Esercito di Liberazione del Kosovo. Adem Jashari insieme alla sua schiera furono e restano il nucleo principale dell’UCK.
La terza edizione ha beneficiato di una revisione accurata che ha reso la prosa ancora più incisiva e precisa, permettendo al testo di raggiungere un pubblico ancora più vasto.
Il testo di Fylli non si limita a narrare fatti, ma si immerge profondamente nell’anima del conflitto, mostrando l’orrore del massacro e la forza morale di chi ha scelto di non arrendersi. L’autore utilizza un linguaggio diretto, senza fronzoli, che trasmette tutta la sofferenza e la determinazione di Adem Jashari e della sua famiglia.
Un aspetto particolarmente rilevante del libro è la capacità di Dibran Fylli di contestualizzare la guerra del Kosovo all’interno di un quadro politico e sociale più ampio. L’autore spiega con chiarezza le dinamiche che portarono al conflitto, le tensioni etniche e la repressione violenta da parte delle forze serbe. Questo contesto storico è essenziale per comprendere la portata del sacrificio di Adem Jashari e della sua famiglia, che pagarono con la vita la loro resistenza armata.
- Dopo una resistenza lunga ed eroica, (tre giorni e tre notti), il nemico distrusse il Quartiere degli Jashari, però mai la determinazione a continuare la guerra per la libertà e l’unione nazionale. Fino all'ultima goccia di sangue, Adem Jashari non lasciò l’arma per la libertà o cantando l'inno alla sua patria e l’Esercito di Liberazione perse la sua guida, mentre il Kosovo perse il suo Comandante Leggendario. Nonostante ciò, con la morte degli Jashari, il Kosovo sconfisse la paura e respirò la libertà. Il leggendario Adem Jashari, portò una nuova filosofia e meditazione degli albanesi per la vita, la patria, la libertà, l’onore e soprattutto per la dignità della sua nazione, perciò LUI È VIVO e tale rimarrà nei secoli dei secoli, perennemente.
La traduzione di questo libro narrativo - storico in 16 lingue, rappresenta un successo importante che conferma il valore universale della storia di Adem Jashari e la qualità dell’opera di Fylli. Questa diffusione internazionale permette di far conoscere al di fuori dei confini balcanici, una pagina drammatica ma fondamentale della storia contemporanea europea.
Tramite "Lui è Vivo - Prekazi la Generazione d’Eroi", Dibran Fylli rappresenta un contributo importante alla preservazione della verità storica e alla promozione della pace e della convivenza tra i popoli. È un'opera che va oltre la semplice biografia o la cronaca di guerra. È una narrazione intensa e toccante che rende rispetto e gratitudine a un eroe nazionale, ma soprattutto racconta la storia di un popolo che ha lottato per la propria libertà. La qualità della scrittura, l’accuratezza storica e la profondità emotiva fanno di questo libro una lettura imprescindibile per chiunque voglia comprendere le radici di uno dei conflitti più dolorosi della fine del XX secolo nel cuore Balcanica, proprio nella martire patria del Kosovo.
Dibran Fylli è nato ad Açareve in Skenderaj il 29 settembre 1956. Si è laureato all’Accademia di teatro, radio, cinema e televisione (AGRFT) di Lubiana. Dibran Fylli è regista, scrittore, poeta e Caporedattore della prestigiosa rivista “Orfeu” a Pristina – Kosovo. È membro di vari associazioni in Kosovo e all'estero.
Fylli è stato insignito di numerosi premi letterari prestigiosi nazionali ed internazionali.
Da Angela Kosta giornalista, saggista, editore, critica letteraria, redattrice, traduttrice, poetessa, promotrice internazionale
Fondato da: Francesca Gallello
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