Saturno Magazine, Articolo: HASSANE YARTI

HASSANE YARTI

Hassane Yarti – Inni dell’Esilio, un viaggio attraverso il dolore della distanza e il desiderio di casa

Traduzione in italiano a cura della redazione

Il poeta, traduttore e curatore marocchino Hassane Yarti ha pubblicato una nuova raccolta poetica in inglese intitolata Hymns of Exile, edita da Barcelona Literary in Spagna. Il libro raccoglie 46 poesie selezionate dalle sue opere precedenti, tradotte e introdotte dallo stesso Yarti, offrendo ai lettori un’esplorazione profondamente personale e universale dell’esilio, dell’identità e dell’appartenenza.

Hymns of Exile si presenta come un dialogo intimo tra il poeta e le sue riflessioni sparse, un tentativo di sanare la frattura dello sradicamento attraverso le parole, di dare voce al dolore silenzioso dell’estraneità e di tracciare le corde nascoste che collegano la memoria alla speranza. È al tempo stesso un registro della perdita e un canto di resistenza, una navigazione poetica tra ciò che è stato lasciato indietro e ciò che ancora chiama da lontano.

Nell’introduzione alla raccolta, Yarti rivela il paesaggio emotivo che ha plasmato queste poesie:

“In Hymns of Exile, parlo dagli spazi tra casa e sradicamento, tra desiderio e pace fugace. Queste poesie sono frammenti di me stesso, sparsi tra terre e memorie, portati da notti pesanti di dolore e giorni che talvolta offrono luce... Ogni verso è una confessione, una lotta per raccogliere i pezzi di ciò che sono, anche mentre si disperdono nel tempo e nello spazio.”

Attraverso questa lente riflessiva, Yarti trasforma l’esilio in un campo di scoperta poetica. I suoi versi si muovono tra solitudine e comunione, disperazione e speranza, silenzio e canto, illuminando il paradosso dell’appartenere a nessun luogo pur portando dentro di sé l’essenza della casa. La sua lingua, segnata da tenerezza e introspezione, cattura il ritmo dello sradicamento trasformando il dolore in bellezza lirica.

Nel suo cuore, Hymns of Exile non è semplicemente una raccolta di poesie; è un testamento letterario alla resilienza dello spirito umano di fronte alla distanza, alla nostalgia e alla frammentazione dell’identità. Incarna la continua ricerca di Yarti di tessere insieme memoria e significato, di riconciliare l’esilio interiore con il mondo esterno.

Con quest’opera, Hassane Yarti continua ad affermare la sua voce come una delle più risonanti nella letteratura marocchina e araba contemporanea—una voce che trascende i confini, scrivendo in più lingue ma tornando sempre alla stessa fonte: il dialogo eterno tra sé e la patria.

 

“HYMNS OF EXILE”, A JOURNEY THROUGH THE ACHE OF DISTANCE AND THE LONGING FOR HOME The Moroccan poet, translator, and editor Hassane Yarti has released a new poetry collection in English titled Hymns of Exile, published by Barcelona Literary in Spain. The book gathers 46 selected poems from his previous works, which Yarti translated and introduced himself, offering readers a deeply personal and universal exploration of exile, identity, and belonging. Hymns of Exile emerges as an intimate dialogue between the poet and his scattered reflections, an attempt to heal the fracture of displacement through words, to give voice to the silent ache of estrangement, and to trace the hidden chords that connect memory to hope. It is both a record of loss and a song of endurance, a poetic navigation between what was left behind and what still calls from afar. In the introduction to the collection, Yarti reveals the emotional landscape that shaped these poems: “In Hymns of Exile, I speak from the spaces between home and displacement, between longing and fleeting peace. These poems are fragments of myself, scattered across lands and memories, carried by nights heavy with sorrow and days that sometimes offer light... Each verse is a confession, a struggle to gather the pieces of who I am, even as they scatter across time and place.” Through this reflective lens, Yarti turns exile into a field of poetic discovery. His verses move between solitude and communion, despair and hope, silence and song, illuminating the paradox of belonging nowhere while carrying the essence of home within. His language, marked by tenderness and introspection, captures the rhythm of dislocation while transforming pain into lyric beauty. At its heart, Hymns of Exile is not merely a collection of poems; it is a literary testament to the resilience of the human spirit in the face of distance, nostalgia, and identity’s fragmentation. It embodies Yarti’s ongoing pursuit to weave together memory and meaning, to reconcile the inner exile with the outer world. With this work, Hassane Yarti continues to affirm his voice as one of the most resonant in contemporary Moroccan and Arab literature, a voice that transcends borders, writing in multiple languages yet always returning to the same source: the eternal dialogue between self and homeland.

 

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