ALMA MEHMETI
A cura di Rifat Ismaili – Poeta, scrittore, giornalista, letterato.
Alma Mehmeti è nata e cresciuta a Tirana, tra le stradine che portavano il profumo dei libri e dei sogni, considerati la più autentica ricchezza dell’anima.
Le sue origini da Çamëria rappresentano per lei al tempo stesso una ferita e un motivo di
orgoglio: una fonte inesauribile d’ispirazione che anima la sua parola e dà voce alla memoria collettiva.
Dopo aver completato gli studi al liceo “Karl Gega” di Tirana, ha intrapreso il percorso dell’emigrazione, vivendo per vent’anni in Italia e successivamente in Inghilterra, dove risiede attualmente. Tuttavia, il suo cuore è rimasto profondamente legato alla terra natale, che continua a essere la principale fonte d’ispirazione della sua poesia e della sua narrativa.
La scrittura per Alma non rappresenta soltanto una passione, ma una vera e propria "vocazione interiore": un modo per vivere molte vite attraverso la parola. Nel suo universo letterario convivono poesia, prosa, testi di canzoni, favole per bambini e racconti che esplorano la dimensione spirituale e umana in tutte le sue sfumature.
Opere pubblicate
1-Shpresën mbaj tek ti – La speranza la affido a te (poesia)
2-Në duart e fatit – Nelle mani del destino (poesia)
3-Gjeli i kotecit – Il gallo del pollaio (favola)
4-Motrat çamarroke – Le sorelline birichine (favola per bambini)
5-Breshka Didi turiste – La tartaruga Didi turista (racconto)
6-Kush e hëngri paninën e Mirit – Chi ha mangiato il panino di Miri (racconto per bambini)
NOSTALGIA
Ogni volta che torno al nido antico,
mi soffoca il rimpianto del passato,
tra i ricordi, piegato, un foglio amico
che ho portato con me — mai dimenticato.
Pesa quel foglio, colmo d’emozione,
in un cassetto del cuore, impolverato,
coperto dal buio, dentro un burrone,
ha lasciato l’animo ferito, spezzato.
Nel nido antico — letto di memorie,
dove il cuore ha chiuso con chiave d’acciaio,
anche se il tempo apre nuove storie,
una lacrima brilla sul ciglio, come raggio.
In ogni tristezza, tornano i ricordi,
le cure di vita non guariscono i sogni.
RELIQUIA ANTICA
Tu la ricorderai come un’antica reliquia,
che il tempo ha coperto di muschio sottile,
ma quando un giorno la troverà un’altra mano amica,
avrà un valore che nessuno può raggiungere.
E i rimpianti vedranno nella profondità,
i segni incisi nel tempo passato,
tu cercherai di tornare, in verità,
a quella reliquia che avevi disprezzato.
Ma il tempo non perdona — le ferite restano aperte,
un po’ d’amaro scorre nel suo cuore gentile,
nel fondo dell’oceano, tra onde inquiete,
i suoi occhi restano umidi per gli anni fuggiti.
Reliquia che resta, dal pregio unico,
nei suoi occhi si leggono rughe dal volto nobile e antico.
DA QUALE BALCONE SEI USCITA STARERA?
Dal vecchio balcone arriva un
profumo nuovo,
lunghi capelli che il vento porta via,
nel profilo per un attimo ritrovo
il volto tuo — o forse solo magia.
Da tempo ti vedo soltanto in sogni,
a volte dolce, a volte un pianto muto,
mi rimprovero ogni giorno i bisogni,
farfalla mia, che in braccio non ho avuto.
Non so da quale balcone sei uscita,
chi ora raccoglie i tuoi capelli al vento,
il profumo che al letto lasciavi in vita,
oggi dov’è? In quale appartamento?
Nel cuore mio ti tengo chiusa a
chiave,
ora un altro profumo al collo resta,
ma quando il vento di dicembre s’alza lieve,
nei miei occhi rivivi — come in una festa.
A cura di Rifat Ismaili
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