SKËNDER MILAQI
Skënder Milaqi è nato il 14 settembre 1954 a Durrës. Ha completato gli studi superiori presso l’Istituto Superiore di Agraria a Tiranë e per molti anni ha lavorato come specialista nel settore agricolo e nell’amministrazione pubblica.
È autore di quattro libri: due raccolte poetiche, “Buzëqeshje nga minibota
ime” e “Më pëlqen të shkruaj”, il romanzo “Klara” e il libro autobiografico “Udhëtimi i një jete”. Nella sua produzione letteraria si intrecciano esperienze di vita, sensibilità poetica e amore per la parola scritta.
UN SOGNO
Ho un sogno, come tanti altri,
per favore lasciatemi viverlo,
Una linea sottile lo separa dalla realtà,
A volte dormo sereno tra le sue pieghe.
Poi si mostra davanti a me,
ma io sono in un mondo differente,
Dico sì, lo realizzerò,
È il mio amore di sempre.
Non voglio che si spezzi a metà,
né che si secchi come l’erba,
Non voglio che rimanga un semplice sogno,
Non sono né l’ultimo né il primo.
Allora godiamoci questo sogno,
crediamo per trasformarlo in realtà,
Ogni ora, ogni istante va vissuto,
E la vita va assaporata nel suo tempo.
VOGLIO LASCIARE LE MIE TRACCE
Non voglio essere come una scritta sulla sabbia,
che un’onda leggera cancella senza volerlo,
né come una goccia di rugiada al mattino,
asciugata da un raggio innocente.
Non voglio essere una voce smarrita nel coro, pur se armoniosa,
né una moneta consumata tra mani senza valore.
No, non accade e non deve accadere,
per la semplice ragione di essere umano.
Voglio essere luce negli occhi di un
bambino
quando guarda il mondo per la prima volta;
essere radice nella terra amata
e pietra del tempo che ignora la gloria,
ma segue i passi dell’eternità.
Essere scintilla nel cuore della notte,
perché le stelle la prendano come segno,
ed essere il suono che rimane
quando la musica tace.
Voglio lasciare tracce non sulla sabbia,
ma nel respiro del tempo,
nelle cellule della memoria umana,
dove le parole si trasformano in luce.
E se un giorno la luna mi
dimenticherà
e il sole non mi riconoscerà più nella sua luce,
che resti almeno un vento a sussurrare:
“Un tempo qui passò un’anima
che desiderò lasciare tracce eterne.”
POESIA PER I POETI
Poeta, tu che trasformi le parole in fuoco,
nei versi rifletti l’anima del mondo,
con la tua penna scrivi senza tregua,
innalzando sogni e dolori della vita.
Sei la voce silenziosa dell’inespresso,
sei lanterna nel mondo sconfinato,
in ogni strofa un frammento della mia anima,
in ogni rima un pensiero che ribolle nel cuore.
Poeta, mago della parola libera,
dal cuore fai nascere arcobaleni e tempeste,
nel silenzio del mondo sei ispirazione,
nella tua parola dimora l’eternità.
Il tuo verso vive anche quando tu non sei più,
un testamento d’oro per ogni cuore;
sei maestro della parola divina,
ami il mondo e gli lasci un nome eterno.
Traduzione e cura di Rifat Ismaili
Fondato da: Francesca Gallello
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