MD. NAEEM AZIZ
Md. Naeem Aziz è un poeta, autore, ingegnere e fotografo bengalese, nato il 10 dicembre 1998.
È conosciuto soprattutto per la sua poesia e la sua fotografia, ambiti nei quali ha ottenuto un riconoscimento internazionale.
Una delle sue poesie è stata inserita in un libro di testo di letteratura inglese in Italia, testimonianza della diffusione e dell’apprezzamento del suo lavoro oltre i confini del Bangladesh.
Nella sua scrittura esplora temi legati all’umanità, alla società, alla storia e alle emozioni, costruendo una voce poetica che unisce sensibilità contemporanea e profondità espressiva.
LUNGO VIAGGIO
Libertà o Morte
Ci hanno tolto il nostro paese,
Ci hanno tolto le nostre terre.
Eppure non hanno potuto incatenare la nostra voce,
Né zittire la dignità della libertà.
Hanno bruciato le nostre case fino alla polvere,
Hanno schiacciato ingiustamente i nostri sogni.
Ma noi ancora ci rialziamo con la fiamma,
Con la libertà nel nome.
Stanno ferendo il nostro popolo,
Stanno uccidendo le nostre vite.
Sono i più colpevoli,
Nel profondo dei nostri occhi.
Siete pronti, voi tutti,
Per la libertà o la morte?
Il nostro obiettivo rimane:
Libertà o morte.
La nostra libertà è il nostro respiro,
Il nostro giuramento è libertà o morte.
Spezzare le loro catene,
O perire sotto la pioggia.
# LA PROSTITUTA DELL’EST
Nell’ora in cui la luce del giorno sanguinava nel rame,
Vidi una giovane ragazza trascinata nella polvere.
I suoi occhi erano pioggia, il suo volto pieno di dolore,
Mentre l’umanità affogava nell’avidità e nella vergogna.
Suo padre era impotente, schiacciato da febbre e debiti,
Monete prese in prestito mentre il tempo diventava destino.
Poi la povertà affilò la sua lama spietata:
Un patto sulla figlia che la rese schiava.
Quella notte non comprai un corpo,
Ma solo il tempo per stare accanto alla sua lotta.
Un debito schiacciante che spezzava una vita umana,
Trasformò strade e muri in catene di notte.
Prima che il sole sorgesse e brillasse,
Il mio messaggero tornò con le monete che possedevo.
Il debito fu saldato e l’umanità vinse:
La libertà fu il dono che la fece rinascere.
REGNARE SULLE CENERI
Nel mio paese, dove incombono le ombre,
Il sovrano gettò un velo di cupa tristezza.
Quando la Giustizia chiamò,
Gli studenti si alzarono in piedi.
Sacrificarono le loro vite,
Rispondendo alla chiamata.
Accettarono il martirio,
Per portare giustizia a tutti.
Per governare una nazione,
Per governare un paese,
Uccidere è l’unica chiave
Che il sovrano crede gloria.
Migliaia furono uccisi,
Migliaia furono feriti.
Regnare sulle ceneri
È il modo in cui lei impara.
Se la crudeltà ti porta gioia,
Allora non sei umano.
Se ti piace governare sui cadaveri,
Allora non sei umano.
Un cuore di carne, pieno di compassione,
Non trova bellezza in atti spietati.
Nella falsa gioia trova solo vuoto,
Il cammino umano non può seguire.
Ogni singola vita conta,
È la canzone che suoniamo.
In un battito di tempo
La giustizia apre la via.
Quando cade l’oscurità
Illumineremo la notte,
Con pazienza e speranza
Rimetteremo le cose a posto.
LA RAGAZZA AMOROSA
Una ragazza vidi nel mio sogno,
Aveva lunghi capelli neri, come una regina.
Gli occhi della ragazza erano neri,
La montagna è il luogo che ama.
La ragazza vuole vivere accanto al mare,
Ma non è mai andata nel cuore del mare.
La ragazza ama guardare la Luna,
Amante della Luna è la sua melodia.
La ragazza vuole viaggiare il mondo,
Per questo vuole essere un uccello.
La ragazza che vidi nel mio sogno,
Aveva lunghi capelli neri, come una regina.
Fondato da: Francesca Gallello
© 08-2026 Design by Artvision.
All Rights Reserved.