JOSÉ LUIS RUBIO - SPAGNA
BIOGRAFIA
Raccontare la mia storia è facile. Sono nato a Cadice (Spagna) 74 anni fa. Lì, ho trascorso la mia infanzia odorando il mare, ho studiato e sono diventato maestro per insegnare agli altri le mie conoscenze. Tempo fa sono entrato in una prigionia di carta, in cui sono tutt'ora rinchiuso. Lì ho scritto migliaia di versi raccolti in diversi libri che adornano gli scaffali di questa prigione di parole. Da più di trent’anni vivo a Conil, anch’io con l’odore del mare. Nelle mie bisacce custodisco ancora molti libri che non so se altri occhi leggeranno. Altre cose hanno riempito i miei spazi oltre i versi: l’eccezionale musica flamenco e la radio dove mi sono sentito giornalista, professione che avrei voluto esercitare. Ho ricevuto alcuni premi, ma la mia più grande soddisfazione è diffondere la poesia in tutto il mondo con la Rivista Poetica Azahar.
Questa è la mia storia fatta di versi e flamenco.
CAMBIAMO
Se vuoi vivere in pace
getta le armi nel fiume.
Non insegnare al bambino a giocare
con sciabole o fucili.
Insegnagli a seminare rose
e a dialogare con la gente.
La guerra è un gioco
che distrugge senza pietà
e a cui non devi partecipare.
Cambiamo i carri armati con i libri,
i coltelli con le penne
e le bombe con i versi.
Sostituiamo le pallottole
con sottili pennelli
o con matite colorate
e dipingiamo campi fioriti
o mari quieti
pieni di pesci multicolori.
Seminiamo cielo e terra
di colombe bianche
e viviamo in pace per sempre.
Forse è solo un’illusione o un sogno,
ma io voglio sognare
che le colombe della pace
nidifichino in tutti i paesi del mondo.
MANIGLIE FERME
Ho visto l’orologio, appeso al suo collo,
e l’ora che segnava non era quella reale,
perché le lancette erano ferme
in quell’ora fatidica, in quell’ora,
in cui tutto è esploso in aria,
senza che potessimo evitarlo.
Fu a quell’ora...
L’orologio si rifiutò di avanzare
da quel secondo perché in quell’istante
il tempo si fermò per la padrona dell’orologio.
Lei entrò in un pozzo oscuro interminabile,
permanente, senza giorni, senza notti,
dove non esistevano suoni né immagini,
solo l’acqua osava bagnarle il volto
e impregnare il corpo insensibile.
Neanche di questo si rendeva conto.
Era senza essere.
Viveva senza vivere.
Guardava senza vedere.
Si muoveva per inerzia,
spinta da stimoli esterni,
di familiari e amici che la portavano
e riportavano cercando di farla reagire.
Non mangiava...
Non beveva...
Non dormiva...
Il suo tempo si era fermato
in quel secondo, in quel minuto, in quell’ora.
Anche lei si fermò allora.
AL RITMO DEL COLORE
Tengono i colori un suono?
E se lo tengono, qual è il loro suono?
Hanno tutti lo stesso suono?
Il rosso ha lo stesso suono dell’azzurro?
Se sei capace di sentire quel suono
è perché sai cogliere la magia
che ogni colore porta presso sé.
È nei quadri,
e se ti fermi davanti a loro
per qualche minuto, i colori
ti daranno il loro messaggio sonoro.
Fermati!
Lo senti il suono?
Il rosso ti grida.
L’azzurro ti sussurra.
Il verde ti parla piano.
Il giallo accarezza.
L’arancione sospira.
Il nero angoscia.
E tutti insieme ti raccontano
la storia che hanno creato
sulla tela.
Ora li senti i suoni dei colori?
Ti piace la loro musica?
Ti rallegra il loro suono ?
Traduzione: AngelaKosta
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