La poetessa internazionale Iris Calif, membro del Comitato Editoriale Internazionale dell’antologia World Poetry Yearbook, presenta un estratto del suo mondo spirituale dedicato alla leggendaria antologia 2025 World Poetry Yearbook del Dr. Zhang Zhi, poeta e scrittore internazionale, editore, critico letterario e attuale presidente dell’International Center for the Translation and Research of World Poetry (Cina), nonché fondatore e caporedattore dell’antologia World Poetry Yearbook. Presenta inoltre l’articolo unico e affascinante Kaleidoscope of Humanity del critico letterario israeliano Herzl Hakak, dedicato all’antologia universale World Poetry Yearbook 2025.
Iris Calif
World Poetry Yearbook 2025 (Edizione Inglese) è un’antologia internazionale che riunisce 259 creatori di fama provenienti da 104 paesi, 259 creatori leggendari da tutto il mondo, che insieme si innalzano nella luce del divino universo come una colomba cosmica umana di pace. Una colomba vivente che accarezza dolcemente con amore, che accarezza l’amore nelle profondità nascoste dell’anima, e che con il volo dell’aureola delle sue ali abbraccia mondi di vita tra culture, nazioni ed esseri umani, portando un’essenza globale unica, pura e sacra nell’era stessa dell’essere della letteratura e della poesia universale.
Essa nasce dall’umanità, dall’amore, dal dolore, dalla purezza, dalla fede, dai sogni del cuore e dal desiderio dell’anima per un mondo che abbraccia e ama, un mondo fondato sulla venerazione e sul rispetto reciproco. Siamo tutti creazioni umane della divinità della natura nel regno della creazione, senza distinzione di colore, razza, religione, genere o nazionalità. Siamo figli di Dio, sognando la voce della libertà dello spirito che ravviva l’amore, uno spirito che vive e sogna un’eternità di pace universale e infinita nel corpo vivente dell’anima del regno dell’universo dell’umanità.
Iris Calif, World Poetry Yearbook 2025 – Una Colomba Cosmica Umana di Pace
Herzl Hakak [Israele]
Kaleidoscopio dell’Umanità: un’Antologia – Un Ponte tra le Culture
L’antologia World Poetry Yearbook 2025 è un vasto progetto letterario che presenta 253 poeti da 104 paesi e regioni. Può essere definita a pieno titolo un “atlante letterario”, un annuario poetico globale. Davanti a noi si apre un palazzo spirituale che permette di riconoscere schemi simili di pensiero ed emozione tra creatori appartenenti a culture completamente diverse. È, in sostanza, una raccolta di diamanti poetici.
Molti poeti dell’antologia esplorano la domanda: “Chi è il poeta?” e vedono nella poesia la loro vera casa, soprattutto in situazioni di esilio o erranza.
Esempi:
Jeton Kelmendi (Albania–Belgio) scrive che i poeti non hanno altra casa se non le loro poesie, vivendo tra le tracce del tempo e i sogni.
Iris Calif (Israele) viene descritta come portatrice di una “chiamata divina”, utilizzando la poesia come strumento per trasmettere messaggi di vita e guarigione.
Il tema dello sradicamento e della ricerca di appartenenza ricorre in molti poeti, sia riferito all’esilio fisico che a quello spirituale.
Angela Kosta (Albania–Italia) scrive dei ricordi della patria e della ricerca di appartenenza attraverso la lingua.
Tasneem Hossain (Bangladesh) esprime la nostalgia di un’immigrata per la sua terra natale, dove i ricordi sono custoditi nel cuore come in uno scrigno prezioso.
Molte poesie riflettono sulla fragilità del mondo, sia ecologica che politica.
Liang Xiaoming (Cina) descrive l’oscurità che cala sul mondo e sul cuore, un senso del tempo che passa lasciando gli esseri umani soli.
Tang Shi (Cina), in The Flowers Sleeping While Holding Dewdrops, ascolta la voce di un fiore che si apre; questo semplice atto trasforma l’intero spazio.
L’antologia è guidata dal poeta cinese Zhang Zhi, caporedattore. Nella sua poesia presenta la filosofia di fondo dell’antologia: una visione cosmica di unità.
Zhang scrive della fusione del sé con l’universo. Il poeta, come un profeta moderno, utilizza immagini di galassie, stelle, luce e oceani per mostrare che tutti gli esseri umani condividono la stessa cupola: la poesia diventa la loro prima lingua, una lingua celeste, un regno poetico.
Questa è la globalizzazione della poesia: un linguaggio che unisce i cuori oltre i confini.
Assistiamo a un processo spirituale in cui il “villaggio” si trasforma in un caleidoscopio di luce, uno spazio sublime, quasi un tempio, dove i poeti scambiano raggi di ispirazione. Zhang emerge come una guida spirituale che conduce tutti i poeti dell’antologia.
L’antologia di Zhang Zhi non è solo una raccolta di poesie, ma un manifesto della globalizzazione umanistica.
Nel mondo moderno, spesso meccanico e alienante, la sua visione immagina la globalizzazione come una rete neurale vivente, con ogni poesia che risuona nel mondo.
Questo richiama il concetto del “compleanno cosmico” nella poesia di Agron Shele, simbolo della rinascita del sé come microcosmo dell’universo. Collocare Shele all’inizio dell’antologia è una dichiarazione spirituale: la poesia è un ponte che collega le nazioni.
La poesia è il collante spirituale che permette ai poeti di culture diverse di celebrare un’esistenza condivisa.
Zhang descrive un movimento costante di idee e immagini che attraversano i confini. Come editor, seleziona poeti da diversi paesi creando un dialogo tra loro.
Per Zhang, la sofferenza di uno è la sofferenza di tutti. Sceglie poesie che affrontano grandi domande morali e spirituali.
Zhang propone una globalizzazione della profondità, non dell’omologazione. La sua poesia è la chiave che invita il lettore a cercare la frequenza cosmica comune tra i poeti.
Il motto principale: Globalizzazione della Poesia.
La poesia di Sabyasachi Nazrul (World One Village One) come manifesto dell’umanità unificata.
La poetessa Taghrid Bou Merhi (Libano–Brasile) eleva la figura della donna come creazione divina, “melodia di serenità”, e conclude con l’immagine: “Lei è la donna… il libro aperto della misericordia di Dio.”
Sebbene i poeti provengano da regioni e paesaggi molto diversi tra loro, il paesaggio assume per tutti un significato spirituale ed esistenziale.
Nella poesia di Duan Guang’an (Cina), l’immagine dell’albero accanto alla roccia non è una semplice descrizione botanica o geologica, ma un vero e proprio “dipinto paesaggistico spirituale”, simile alla tradizione pittorica classica cinese. Il paesaggio diventa un riflesso di resilienza, collaborazione o stabilità spirituale.
L’antologia è ricca di poeti che utilizzano il paesaggio come specchio dell’esistenza umana.
Esempi significativi:
Arslan Bayir (Turchia) – poesia come ponte tra natura e cultura; la geografia fisica diventa geografia dell’anima.
Mariela Cordero – la “marea crudele” come metafora dell’io interiore.
Hassane Yarti – Longing… – scrittura come “alfabeto di lacrime”.
Muhammad Gaddafi Masoud – l’ansia che “fa crescere fiori d’insonnia”.
Bengt Berg (Svezia) – paesaggi scandinavi come luoghi di ascolto del silenzio.
Maria Miraglia (Italia) – il mare come immagine di un’anima senza confini.
Yehudit Malik‑Shiran – la donna come “provincia di speranza”: “Le crepe sono ciò che lascia entrare la luce.”
Il paesaggio diventa il linguaggio con cui il poeta spiega cosa significa essere umani: essere stabili come una roccia, scorrere come un fiume, passare come una nuvola.
I poeti sembrano concordare su un punto: osservando profondamente il paesaggio, osserviamo noi stessi. La poesia esprime i cambiamenti che avvengono nei paesaggi e dentro di noi.
L’incontro di 253 poeti provenienti da 104 paesi è un atto di resistenza contro la divisione globale e la disperazione. L’antologia non rinuncia alla convinzione che la parola scritta possa unire il villaggio globale.
Questa antologia è molto più di una semplice raccolta di poesie: è una mappa per affrontare il dolore, gli sconvolgimenti, la perdita e la ricerca della libertà. Molte poesie trattano i temi dell’identità e della trasformazione.
La poesia di Balfour Hakak (Israele) è profondamente immersa nella lotta tra eternità e tempo, legata all’esistenza nella terra della Bibbia. Il mito biblico continua a pulsare: la poesia dialoga con figure ed eventi biblici, proiettandoli sulla realtà israeliana moderna.
La poesia A Small Sanctuary (Mikdash Me’at) rivela la ricerca del sacro nel profano. L’esistenza nella terra d’Israele è un processo di costruzione spirituale.
L’annuario World Poetry 2025 dimostra che, al di sotto di tutte le lingue e i paesaggi diversi, abbiamo tutti bisogno dello spirito della creazione. La poesia è la forza che garantisce che, nonostante gli “inverni” e gli sconvolgimenti, ci sarà sempre una nuova fioritura.
Nel vasto deserto del XXI secolo, dove i rumori di guerra, odio e alienazione aumentano, c’è speranza: c’è unità.
Avanza la “Carovana dei Poeti”, 253 creatori da 104 paesi, che, come la carovana nel deserto biblico, cercano redenzione. È nel potere dei poeti restaurare la coscienza spirituale del mondo.
L’antologia dimostra che la poesia non è solo parole su una pagina, ma uno strumento esistenziale per affrontare separazione, alienazione e dolore profondo.
L’antologia illumina la connessione spirituale: c’è speranza per il mondo.
Dr. Zhang Zhi – Cina
Zhang Zhi, pseudonimo Diablo, nome inglese Arthur Zhang, è nato nel 1965 a Phoenix Town, nella contea di Baxian, provincia del Sichuan. È un importante poeta, critico, traduttore ed editore della Cina contemporanea. Dottore in letteratura, è:
caporedattore della rivista Rendition of International Poetry Quarterly
caporedattore dell’edizione inglese del World Poetry Yearbook
consulente del Center for Globalization of Chinese Poetry dell’Università di Nankai
Ha pubblicato sette raccolte di poesia in lingue straniere, tradotto otto raccolte poetiche e un romanzo. Le sue opere sono state tradotte in oltre cinquanta lingue. Ha ricevuto premi letterari da più di trenta paesi. Attualmente vive nella città di Chongqing.
Herzl Hakak
Scrittore, poeta e critico letterario di grande rilievo. Ha pubblicato articoli su letteratura, identità ed ebraismo. È stato presidente dell’Associazione degli Scrittori Ebraici in Israele:
dal 2003 al 2005
e dal 2011 al 2015
Ha scritto dieci libri di poesia e, insieme al fratello gemello Balfour, ha pubblicato:
libri per bambini
saggi di critica letteraria
commentari su poesie liturgiche
un lessico linguistico
Il suo libro più recente è The Song That Was Never Sung, pubblicato da Shalhevet Jerusalem Publishing House.
Premi selezionati
Premio “Harei Harshon” – Università Ebraica (1972)
Premio “Harei Harshon” per la critica (1974)
Premio Wallenrod – Associazione degli Scrittori Ebraici (1980)
Certificato di Apprezzamento “Olim u’Magshimim” – Ministero dell’Istruzione (2018)
Premio Uri Orbach per la Poesia (2021)
Premio ACG – Riconoscimento alla Carriera Poetica (2025)
Dalla motivazione della giuria: “I fratelli poeti Herzl e Balfour Hakak sono stati per decenni tra i costruttori della poesia nazionale ebraica. Insieme, e ciascuno per conto proprio, incoronano la nostra cultura con un nobile diadema ebraico…”
Iris Calif, poetessa internazionale, scrittrice, danzatrice, editor e traduttrice, è nata e vive in Israele. È responsabile delle relazioni internazionali della rivista online di cultura, letteratura, arte e poesia The Direction of the Wind (Bekiovn Haruach), dove lavora anche come traduttrice ed editor di poesia mondiale, oltre a curare antologie internazionali.
Collabora inoltre come editor nelle riviste:
Mokasini (cultura e lifestyle)
sezione “World Poetry” del sito letterario Rooms (Hadarim)
Ha ricevuto numerosi premi letterari internazionali.
Premi e riconoscimenti
Premio Internazionale per la Letteratura – Milano 2024, “City of Galateo”: Premio speciale per l’eccellenza nella categoria autori stranieri, per la poesia Angel of Life.
Premio 2023 “International Best Poets & Poets” – IPTRC (Cina).
Vincitrice del Concorso Letterario Internazionale Friedrich Schiller 2025 – Germania, per la poesia The Desert Bride.
Premio internazionale “The Greatest Poets in the World” – World Poetry Day 2026.
Selezionata tra i “20 Top International Journalists of 2024” – Legacy Crown’s (Asia).
Diploma dell’Unione degli Scrittori Professionisti Russi e della rivista internazionale Arina NN (2022).
Iris dirige inoltre il Dipartimento di collegamento israeliano della rivista di letteratura e arti di Hong Kong ed è membro dell’Associazione Mondiale degli Artisti e Scrittori SAPS. Fa parte del comitato editoriale del World Poetry Yearbook 2024 (edizione inglese) e possiede un dottorato honoris causa dell’International Forum for Creativity, Humanity and Coexistence del Regno del Marocco.
Discendente di una linea di cabalisti, è considerata portatrice di una “profezia dello spirito del cuore”, con capacità di visione e comunicazione spirituale. Questi elementi si riflettono nella sua scrittura mistica e cabalistica, caratterizzata da tocchi spirituali provenienti da mondi superiori e nascosti.
Tre libri di Iris sono già stati pubblicati:
In a Mysterious Magical Path Lolita Breathes (2001)
A Pure Wild Moon (2017)
The Daughter of God (2020)
Le sue poesie sono state pubblicate e lette:
alla radio
in televisione
su internet
in riviste e giornali nazionali e internazionali
in antologie di tutto il mondo
Sono state tradotte in numerose lingue, tra cui spagnolo, bengalese, nepalese, arabo, cinese, turco, assamese, russo, albanese e italiano.
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