Robert Shkurti è nato a Durazzo, in Albania, nel 1962 e risiede a Reggio Emilia dal 1997, insieme alla sua famiglia. Il suo esordio letterario risale al 2010 con la pubblicazione del volume Sotto il cielo delle aquile (Albatros Il Filo), una raccolta di racconti ambientati nell’Albania pre- e post-comunista, successivamente ripubblicata dalla casa editrice Besa Muci (Lecce).
Ha pubblicato in lingua italiana due romanzi, Tra due epoche e Suhareka, e nel 2024 una raccolta di racconti intitolata Follia d’amore (Book Sprint Edizioni), che esplora passioni travolgenti e destini incrociati.
La sua più recente pubblicazione è una raccolta poetica bilingue, in italiano e inglese, dal titolo Longing for the Sea – Nostalgia del mare, tradotta a cura dell’Istituto di Alti Studi Linguistici Carlo Bo di Bologna e pubblicata nella collana "Altre Frontiere".
In Albania, Shkurti è autore affermato, con all’attivo sei romanzi e quattro raccolte poetiche, due delle quali composte da poesie Haiku. Due dei suoi volumi di poesia sono stati tradotti anche in lingua romena.
Cara
Cara, portami un po' di fuoco per riscaldare la mia gelida anima.
Lo voglio dalle tue mani. Raccogli un po' di brace accesa!
A te forse ti brucia, ma io anche se la inghiotto
una dopo l'altra, non so se mi riscalderà mai.
Cara, portami un po' d'acqua da bere! Portamela con i pugni!
Per togliere la sete di queste labbra secche.
Anche se fosse l'acqua del mare, portamela ugualmente!
Non fa niente, cara.
Anche se aumenterà la mia sete.
Forse il sale rimane sulle tue labbra e allora
sentirai la sete che causa l'amore non coltivato,
sulle labbra screpolate come terra del deserto.
Cara, portami un po' di crosta di pane da riempire
la pancia vuota che non è mai stata riempita
con il pane dell'amore.
Ero affamato come il ventre di un vagabondo,
per le strade del mondo.
Cara, portami un po' di nostalgia di lontananza,
per guarire il dolore del cuore e dell'anima.
Portala tramite qualche creatura alata!
Portamela con una lettera scritta in lacrime,
intrisa nei pozzi cocenti!
Cara, portami un po' di luna per farmi dormire
nelle notti insonni in cui mi hai piantato nel mio spazio sognante.
Rendi ipnotico l'argento di luna.
E infine, cara, portami un pò di profumo di mare,
come un venticello caldo per asciugare le mie pupille,
che scorrono come una cascata in ogni stagione.
Portami, cara, portami!
LA CITTA' IN CUI VIVO
Oltrepassai il mare con la valigia dell'immigrato
Il dolore della città soffocata al suo interno,
la nostalgia marina.
Nel grembo di mia moglie, un erede.
Sulle mie spalle, le due principesse.
Io, un vecchio albero cadente, senza più radici,
m'incamminai lungo un sentiero accogliente.
Nutrì i miei rami con il sale marino e
con i mattoni della vita, ricostruì il mio castello.
Ti ringrazio mia cara Reggio, ora sei la mia città.
Respiro la tua alba, il tramonto del tuo sole.
La tua nebbia è la brezza dell'Adriatico
dalle onde schiumose, candide come la tua neve.
Sono sincero, non posso scordare.
la nostalgia dei gabbiani, del mare agitato.
Adesso, sono un uomo con due Amori nel cuore
la mia dolce Durazzo
e tu, Reggio prosperosa.
LO SAI?
Lo sai cara,
nella nostra città antica
se scavi fin sotto alla pelle
troverai anfore, mosaici,
tombe di Dee, colonne,
archi, pozzi e catacombe
che gli antenati di Dyrrachium,
Epidamno e Teuta
ci hanno lasciato come eredità.
Se tu scavi dentro di me
troverai solamente te!
Fondato da: Francesca Gallello
© 08-2026 Design by Artvision.
All Rights Reserved.