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Saturno Magazine, Articolo: MA YONGBO

MA YONGBO

Le poesie di Ma Yongbo (CINA). A cura di Irma Kurti

 

MA YONGBO è nato nel 1964: è dottore di ricerca, rappresentante della poesia d'avanguardia cinese e uno dei principali studiosi della poesia anglo-americana. È il fondatore della scrittura polifonica e della poetica oggettivata. È anche il primo traduttore a introdurre la poesia postmoderna britannica e americana in cinese, contribuendo a colmare le lacune; le varie scuole di poesia postmoderna in Cina sono per lo più guidate dalla sua poetica e dalle sue traduzioni.

Dal 1986 ha pubblicato oltre ottanta opere originali e traduzioni, tra cui 9 raccolte di poesie. Si è concentrato sulla traduzione e sull'insegnamento di poesia e prosa anglo-americana, tra cui le opere di Dickinson, Whitman, Stevens, Pound, Amy Lowell, Williams, Ashbery e Rosanna Warren. Ha pubblicato una traduzione completa di Moby Dick, che ha venduto oltre 600.000 copie. Insegna presso l'Università di Scienza e Tecnologia di Nanchino. La raccolta di poesie di Ma Yongbo (quattro volumi, Eastern Publishing Centre, 2024), composta da 1178 poesie, celebra 40 anni di attività poetica.

 

 

QUALCUNO MI AMA

Ci sono momenti in cui improvvisamente mi rendo conto

che qualcuno mi ama, lontano e senza nome.

Non so in quale città si trovi,

non so quale lingua parli,

non conosco il suo nome, né la sua età,

ma so che là fuori qualcuno mi ama.

Quando il respiro mi sfiora la guancia come un capello,

mi sembra che mi sussurri che non sono solo.

Quando le strade in pendenza sono deserte e silenziose,

il pomeriggio getta un mazzo di fiori selvatici bianchi nelle finestre profonde.

Quando la brezza dissipa la nebbia, rivelando un bagliore soffuso dietro di essa,

è come se un tempo avessi amato qualcuno,

ma non riuscissi a ricordare il suo nome o il suo volto.

 

 

 

SOMEONE LOVES ME 

 

There are moments when I suddenly realise

someone loves me, distant and nameless

I don't know which city she's in,

don't know what language she speaks,

don't know her name, or even her age,

but I do know, someone out there loves me.

When breath brushes my cheek like hair

it seems to whisper to me that I’m not alone.

When the tilted streets are deserted and silent,

the afternoon tosses a bunch of white wildflowers into deep windows.

When the breeze disperses the mist, revealing a soft glow behind,

it’s as if I once loved someone,

but fail to remember her name or her face.

 

 

 

BALLARE CON LA MAMMA

Lei mette i miei piedi sopra i suoi, nei sandali di plastica.

Sono piccolo, la guardo dal basso all’alto.

Ridiamo entrambi, girando e girando,

ignari che la musica è finita da tempo.

Vedo minuscole gocce di sudore luccicare sul suo naso

la sua gonna fresca mi sfiora leggermente il naso

ad ogni giro, divento un po' più alto

finché non riesco a seppellirmi vertiginosamente nel suo petto

finché non riesco a incontrare i suoi occhi maliziosamente luminosi

finché non sono più alto di lei

mentre lei torna lentamente ad essere una ragazza giovane, di circa trent'anni;

ci teniamo per mano come compagni di classe, evitando la folla.

Nella penombra della foresta, di tanto in tanto si alzano bagliori verdi,

il fiume scintilla mentre scorre nell'oscurità,

appoggiata a un grande pezzo di oscurità, lei fuma,

all'improvviso si gira a guardarmi, sorridendo,

il suo sorriso si diffonde a increspature, come le onde nella notte;

la sua postura mentre fuma ricorda quella di un'ereditiera in fuga,

espira anelli di fumo pungente,

mi mette in bocca i resti della sigaretta,

tossisco nel fumo, diventando sempre più piccolo.

Ancora una volta, sono quel bambino di quattro o cinque anni,

solo che lei non sorride più, mi guarda attraverso il fumo;

la musica riprende, mentre onde di luce dal lampadario di cristallo

si diffondono in cerchi, attraverso la terrazza,

verso la foresta e le montagne lontane.

 

 

DANCING WITH MOTHER

 

 

She places my feet on top of her feet in plastic sandals

I am small, looking up at her

we both laugh, spin round and round

unaware that the music has long ceased.

I see tiny beads of sweat glistening on her nose

her cool skirt lightly brushes against my nose

with each turn, I grow a little taller

until I can dizzyingly bury myself in her chest

until I can meet her mischievously glowing eyes

until I am taller than her

while she slowly reverts to a young girl, from about thirty;

we hold hands like classmates, avoid the crowd.

In the dim forest green flares occasionally rise

the river sparkles as it flows into the darkness

leaning against a large piece of darkness, she smokes

suddenly she turns to look at me, smiling,

her smile spreads in ripples, like waves in the night;

her smoking posture resembles that of a runaway heiress

she exhales pungent smoke rings

she puts the remains of the cigarette in my mouth

I cough in the smoke, becoming smaller and smaller.

Once again, I am that four, or five-year-old child,

only she no longer smiles, just gazes back at me through the smoke;

the music resumes, as waves of light from the crystal chandelier

spread out in circles, across the terrace,

towards the forest and the distant mountains.

 

 

 

 

 

 

MA YONGBO

 

TRADUZIONE A CURA DI IRMA KURTI

 

 

 

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