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Saturno Magazine, Articolo: A 50 ANNI SI SOGNA ANCORA: E LE SERIE ASIATICHE LO SANNO

A 50 ANNI SI SOGNA ANCORA: E LE SERIE ASIATICHE LO SANNO

 

A CINQUANT’ANNI E OLTRE,  SI SOGNA ANCORA: E LE SERIE ASIATICHE LO SANNO

Un pensiero gentile, ma deciso, di chi ama le storie romantiche e vorrebbe vedersi un po’ di più rappresentata.

 

Francesca Gallello Gabriel Italo Nel Gòmez

C’è un pubblico che nessuno nomina mai, ma che ogni sera si emoziona davanti a una serie asiatica romantica. Un pubblico fatto di donne e uomini maturi, che hanno superato i cinquanta e che non hanno nessuna intenzione di smettere di sognare. Guardano quelle storie non per moda, non per seguire i giovani, non per l’attore di turno. Le guardano perché lì l’amore è ancora raccontato con delicatezza: con gli sguardi, con le attese, con i piccoli gesti che fanno tremare il cuore. Eppure, mentre si emozionano, un pensiero sorge spontaneo: perché i protagonisti sono sempre così giovani? Non è un lamento, non è un capriccio. È un rimprovero gentile: vorremmo essere rappresentati un po’ di più.

Scrivo critica letteraria e cinematografica da molti anni, e da qualche tempo mi occupo anche delle serie asiatiche. Le seguo perché, nel loro stile, ritrovo qualcosa che spesso manca nelle produzioni occidentali: una cura del sentimento, una delicatezza narrativa, un rispetto per l’emozione che non dà mai l’impressione di essere forzata. Chi mi conosce lo sa bene: mi chiedono spesso se ho visto questa o quella serie, oppure vogliono raccontarmi con entusiasmo quella che stanno seguendo e che io ancora non ho avuto il tempo di iniziare. In mezzo a queste conversazioni, tra una domanda e l’altra, ho colto un filo sottile, quasi timido, ma reale: una piccola amarezza, un desiderio non detto. È da lì che nasce questo articolo. Dal bisogno di dare voce a quel sentimento che molti spettatori maturi provano, ma che raramente trovano lo spazio per esprimere.

Maria, 58 anni, lo dice con un sorriso che nasconde una verità semplice: «Guardo le serie asiatiche perché le vede mia figlia… e poi mi appassiono. Mi piace come raccontano l’amore: con rispetto, con lentezza. Però ogni tanto mi chiedo: ma perché sono sempre così giovani? Io non voglio un protagonista ventenne. Vorrei solo vedere una storia romantica con persone che hanno la mia età. Non è nostalgia, è rappresentazione. E noi spettatori maturi esistiamo, eccome se esistiamo.»

Roberto, 57 anni, ci scherza su, ma il punto è serio: «Guardo le serie con mia moglie. Lei sospira, io faccio finta di niente, ma in realtà mi piacciono anche a me. Solo che ogni tanto penso: ma un uomo della mia età dov’è? Possibile che dopo i 50 diventiamo tutti fantasmi? Io non voglio rubare la scena ai ragazzi, ma almeno un personaggio che non sia il papà stanco o il vicino che porta il cane a spasso… ecco, quello sì lo vorrei.»

E poi c’è Giuseppina, 61 anni, che usa l’ironia come una carezza: «Le serie asiatiche mi piacciono perché sono romantiche, pulite, poetiche. Però, scusate, un appunto lo devo fare: ma è possibile che l’unico ruolo per una donna della mia età sia la mamma che cucina o la zia che dà consigli? Io non voglio fare la ventenne. Voglio solo vedere una storia dove una donna matura si innamora… senza essere trattata come un reperto archeologico. È chiedere troppo?»

Infine, la voce più tenera e più sincera arriva da chi guarda queste serie insieme alla mamma. Martina, 24 anni, lo racconta così: «Io le serie asiatiche le guardo perché mi piacciono. Mia mamma le guarda perché si innamora delle storie. E la capisco: sono delicate, rispettose, piene di poesia. Però ogni tanto mi dice: “Marty, ma perché non fanno una storia con una donna della mia età?” E ha ragione. Lei non vuole fare la ragazzina. Vuole solo una storia che le assomigli un po’. E sinceramente… la guarderei volentieri anch’io.»

Gli spettatori maturi non chiedono miracoli. Non chiedono di essere ringiovaniti, idolatrati o messi al centro di tutto. Chiedono una cosa semplice, umana, bellissima: una storia romantica che parli anche a loro. Una storia dove l’amore non è ridicolo, non è fuori tempo massimo, non è un ricordo lontano. Una storia dove i protagonisti hanno qualche ruga, qualche cicatrice, qualche ricordo… e un cuore che batte ancora forte. Perché sì, a questa età si sogna ancora. E forse è il momento che qualcuno, da qualche parte, lo ricordi.

 

 

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