9675154
Visite Totali
Saturno Magazine, Articolo: SABINA DAROVA

SABINA DAROVA

IL FILO DELLE PAROLE 
 
 
Qefsere non crede ai suoi occhi mentre tiene in mano un foglio A4. Lo gira e lo rigira tra le dita che le tremano. Non riesce a nascondere le sue emozioni. Il suo corpo alto e snello si anima nel respiro incredulo e gioioso, seguendo le lettere che il suo sguardo ha catturato pochi istanti prima.
Alza lo sguardo e scuote la testa. Il movimento diventa una danza. Danza nell’aria insieme alle lettere, che unisce una all’altra come se le stesse dipingendo. Colori accesi, colori che graffiano il petto. Il graffio, di solito, fa male. Ma questa volta no. Questa volta le dà gioia. Ne sente il bisogno, un bisogno cresciuto nel tempo.
All’inizio contava i giorni. Sperava in qualcosa di miracoloso. Ma non è successo. Rassegnata, le sue giornate hanno perso colore: non lasciano traccia, non hanno significato. Una valle uguale all’altra. Si sveglia, cucina nell’angolo che le è stato assegnato, si prende cura dei figli, chiacchiera con le nuove amiche conosciute da pochi mesi, poi ricucina, mangia e dorme.
Nel sonno riprende il cammino. Cammina nei suoi ricordi. Alcuni li stringe forte, altri li respinge. A un certo punto si sveglia, tutta sudata. Accanto a lei il marito è sveglio e fuma in silenzio. Lo guarda con occhi tristi e dolci. Non parlano. Si capiscono così, solo con lo sguardo. Lei chiude gli occhi e promette a se stessa che conterà le pecore fino a cento per riaddormentarsi.
Qefsere posa il dito su una parola e la pronuncia con voce tremante:
«Kemer».
Poi fa un gesto intorno alla vita e, con fatica, prova a dirlo in italiano:
«Cintura».
Sorride. Si sente felice.
Sul foglio è scritto un piccolo dizionario di cucito. Parole in italiano e in curdo. Qualcuno ha pensato di scrivere nella sua lingua. Si sente vista. Non è invisibile. Hanno pensato a lei, alla sua terra, alla sua storia, alla sua cultura.
E questo la rende importante.
La giornata prende una direzione diversa. Riprende il suo cammino. Non quello dei sogni, ma uno reale. Un cammino fatto di due strade parallele. Presto imparerà a muoversi tra entrambe, senza perdersi. Si chiama il cammino dell’emigrante.
Prende ago e filo. Li infila con attenzione. Le mani, che prima tremavano, ora sono più ferme. Inizia a cucire. Punto dopo punto, come parole che si uniscono per creare un senso.
E mentre cuce, capisce che non sta solo imparando una lingua.
Sta costruendo un ponte.

Mettiti in contatto

Fondato da: Francesca Gallello

saturno.magazine@libero.it

(+39) Francesca 3383684998

© 10-2026 Design by Artvision.
All Rights Reserved.