5036232
Visite Totali
Saturno Magazine, Articolo: ANGELA KOSTA INTERVISTA IL GIORNALISTA ED EDITORE DR DASHNIM HEBIBI

ANGELA KOSTA INTERVISTA IL GIORNALISTA ED EDITORE DR DASHNIM HEBIBI

ANGELA KOSTA INTERVISTA IL GIORNALISTA ED EDITORE DR DASHNIM HEBIBI, VINCITORE DEL PRESTIGIOSO PREMIO INTERNAZIONALE: COMUNICARE L'EUROPA "AMBASCIATORE DELLA PAROLA LIBERA" IN ITALIA


DI ANGELA KOSTA

"Conserviamo la lingua, la tradizione, la libertà di parola e il legame con la patria, la nostra forza come albanesi nella diaspora"


Oggi portiamo ai lettori l'intervista con il noto giornalista, studioso e attivista Dr Dashnim Hebibi di cui parla delle sfide della libertà di espressione, della conservazione della lingua e della tradizione albanese nella diaspora, dei suoi progetti accademici, della sua missione per la creazione di istituzioni culturali albanesi in Svizzera.



Benvenuto Dr Hebibi. Lei ha una lunga carriera nel giornalismo professionale. Secondo lei, come è cambiata la libertà di espressione negli ultimi tempi, specialmente all’interno delle comunità albanesi all’estero?

La libertà di espressione per un giornalista professionista rimane un principio immutabile e non negoziabile. Tuttavia, gli sviluppi tecnologici e i social network hanno cambiato il modo in cui la parola pubblica circola. Oggi le informazioni si diffondono molto più velocemente e, perciò, la responsabilità professionale è ancora maggiore. Nelle comunità albanesi anche all’estero, la libertà di parola è più presente che mai, ma la sfida resta quella di mantenere l’etica e l’accuratezza delle informazioni.

Come è nata l’idea di fondare l’Istituto Scientifico Elvetico per l’Europa Sud-orientale e quali sono i suoi principali obiettivi?

L’idea è nata da una visione condivisa con il pioniere del giornalismo albanese, (purtroppo non è più tra noi), Dr Llukman Halili. L’obiettivo principale, era quello di creare una rivista scientifica e successivamente fondare un’università albanese in Svizzera. Questo progetto mira a creare un centro accademico stabile per la diaspora, contribuendo nella conservazione della lingua, della tradizione e del legame con la patria, trasmettendo questo patrimonio da generazione in generazione.

Lei è autore di più di 30 libri: quale opera considera che rappresentati di più la sua missione culturale?

È difficile scegliere un solo libro, perché tutte le mie opere fanno parte della stessa missione culturale e spirituale. Ogni libro rappresenta una tappa del mio impegno e uno sforzo per documentare l’esperienza della diaspora e i valori nazionali.

Più volte lei ha sottolineato l’importanza della lingua albanese come elemento d’identità per la diaspora. Quali sono oggi le principali sfide nella sua conservazione?

La sfida principale rimane l’organizzazione istituzionale e una maggiore cooperazione tra i Paesi d'origine e la diaspora. L'Albania e il Kosovo, devono avere strategie più strutturate per supportare l’educazione in lingua albanese all’estero. La conservazione della lingua e delle tradizioni richiede l’impegno congiunto delle famiglie, delle associazioni culturali e delle istituzioni statali. La diaspora è l’arteria che collega gli albanesi alla patria, perciò dobbiamo investire per mantenere vivo tale legame. Questo è stato dimostrato in diverse fasi della mia attività.


L’Associazione Umanitaria “Lugina e Preshevës” è molto attiva. Qual è stato il progetto più significativo in essa?

Tra i progetti più importanti dell’associazione, è la pubblicazione voluminosa della monografia e le cerimonie commemorative per i martiri, che hanno preservato la memoria storica e l’identità nazionale. "Lugina e Preshevës" merita un maggiore supporto economico, culturale e diplomatico.

Quale ruolo ha avuto la figura della professoressa Sadete Presheva nella sua formazione personale e intellettuale?

La professoressa Sadete Presheva è stata una figura fondamentale nella mia formazione intellettuale e creativa, dopo mia madre Xhevahire. L'ho sempre sentita vicino, anche se non fisicamente. La sua dedizione e ispirazione verso il sapere, continuano a guidarmi in ogni mio impegno culturale e creativo.

Come si può rafforzare il legame tra le nuove generazioni albanesi all’estero e le loro radici culturali?

Questo legame si rafforza attraverso l’educazione, le istituzioni culturali e i progetti che supportano i giovani. I miei genitori, mio padre Xhelal e mia madre Xhevahire, mi hanno educato a non dimenticare la patria e a trasmettere questa eredità da generazione in generazione. È necessario creare più centri culturali, biblioteche e programmi educativi che colleghino i giovani alla storia e alla tradizione albanese. Il ruolo dei genitori e della comunità è fondamentale, così come il supporto dei Paesi di origine, per garantire un’identità nazionale solida. A Pristina (Kosovo), serve un Museo della Diaspora, progetto al quale sto lavorando; purtroppo, le notizie non sono buone, ma non mi fermerò. Non faccio rumore, ma lavoro in silenzio, andando oltre.


Il 5 febbraio lei ha ricevuto il titolo come Ambasciatore della Pace e della Libertà di Parola in Italia. Quale significato ha oggi per lei questa missione?

Questo titolo rappresenta un grande onore e una responsabilità morale per continuare il mio impegno nella promozione della pace, del dialogo e della libertà di parola a livello internazionale. È una motivazione in più per lavorare ancora di più al servizio della cultura, della comunità e del legame degli albanesi con la patria.


Il progetto della Biblioteca della Diaspora è molto ambizioso. In che fase si trova e quale impatto ci si aspetta?

Il progetto è in fase di sviluppo e mira a creare un centro culturale e di ricerca per gli albanesi della diaspora, dove saranno conservate le pubblicazioni in lingua albanese e sviluppate attività accademiche. Serve un’università albanese in Svizzera, e per questo stiamo lavorando costantemente nell’ambito dell’Istituto Scientifico Elvetico per l’Europa Sud-orientale con sede in Svizzera. La biblioteca avrà un grande impatto sulla conservazione dell’identità culturale e sul rafforzamento del legame delle nuove generazioni con la lingua, la tradizione e la patria.

In che modo può ispirare la sua esperienza personale i giovani ad impegnarsi per la cultura e la pace?

L’esempio migliore è il lavoro concreto e la dedizione. I giovani devono capire che l’impegno per la cultura, la pace e la società inizia dall’iniziativa personale e famigliare, dalla conservazione della lingua e delle tradizioni e dal rispetto per il Paese e per la patria. Questo impegno è alla base della forza della comunità e della nostra identità nazionale.

Biografia di Dottor Dashnim Hebibi


Dottor Dashnim Hebibi è dottore in scienze politiche, giornalista, poeta, pubblicista, moderatore e attivista albanese della Presheva, nato il 12 giugno 1976 a Vranjë, una città storica vicino a Presheva (Kosovo). È cresciuto in un ambiente dove cultura e tradizione nazionale erano parte della vita quotidiana, sviluppando sin da giovane una passione per la lingua, la storia e l’identità albanese.

Fin dall’infanzia, Hebibi si è distinto per il suo impegno culturale e sociale. Da liceale organizzava attività culturali e sociali per la comunità, promuovendo i valori nazionali e il legame con le tradizioni degli albanesi di Presheva, Medvegjë e Bujanoc.

Dopo la scuola superiore, ha studiato giornalismo presso la Facoltà di Giornalismo di Tirana (1995-1999), collaborando con diversi media albanesi e internazionali, sviluppando esperienza e costruendo legami con figure politiche e culturali di rilievo.

Successivamente, ha seguito studi post‑universitari presso l’Accademia Diplomatica e in Gestione delle Crisi a Tirana, mentre nel 2011 ha conseguito la Magistratura in Diplomazia presso UEJL, a Tetova (Kosovo). Ha completato anche l’Accademia Internazionale di Criminologia “Avi Bleier” a Tel Aviv, Israele, specializzandosi in sicurezza, gestione delle crisi e analisi dei rischi internazionali.

Nel giornalismo, Hebibi ha lavorato come redattore per la diaspora in “Bota Sot - Il Mondo Oggi”, corrispondente per la Televisione della Macedonia in lingua albanese, direttore dell’Albanian Media Center e caporedattore di progetti mediatici come SAM24.info, quotidiano AMC Press, settimanale Kosova e Re, riviste Plisi e DialogPlus, dirigendo attualmente HelveticALforum.ch. È Ambasciatore della Pace e ha diverse pubblicazioni scientifiche. Ha organizzato eventi significativi per la diaspora ed è Presidente dell’Associazione Umanitaria "Lugina e Preshevës". È considerato un ambasciatore della Lugina della Presheva nella diaspora. Ha scritto testi di canzoni per artisti noti e ha intervistato figure politiche e culturali albanesi e internazionali, tra cui il Presidente Dr. Ibrahim Rugova, Ismail Kadare, Azem Hajdari, Ramush Haradinaj, Wesley Clark ed Eliot Engel.

Hebibi è autore di oltre 30 opere letterarie nonché di ricerca, incluse poesie, prosa, raccolte di interviste e monografie di associazioni umanitarie albanesi.

Hebibi è fondatore e Direttore dell’Istituto Scientifico Elvetico per l’Europa Sud-orientale in Svizzera, promotore di ricerca, educazione e conservazione della lingua e tradizione albanese all’estero. Nel 2002 ha inaugurato la prima biblioteca in lingua albanese in Svizzera a Zurigo e ha supportato numerosi progetti mediatici, culturali ed educativi per la diaspora.

Nel aprile 2011, è stato nominato Ambasciatore della Pace dalla Federazione Universale per la Pace (UPF) in Italia, con status speciale nel Consiglio Economico e Sociale dell'ONU

È sposato con Naime e ha tre figli: Dea, Eda e Adi. Vive e opera in Svizzera, dedicando la sua vita alla conservazione della lingua albanese, delle tradizioni nazionali e del rafforzamento dell’identità albanese nella diaspora, mantenendo un forte legame con la Svizzera, la quale la considera la sua seconda patria.









Mettiti in contatto

Fondato da: Francesca Gallello

saturno.magazine@libero.it

(+39) Francesca 3383684998

© 04-2026 Design by Artvision.
All Rights Reserved.