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Saturno Magazine, Articolo: FATMIR R. GJATA

FATMIR R. GJATA

Hanno ucciso 
 
Hanno ucciso i miei sogni, 
la notte calda e chiara
Deridendo ideali, 
con i chiodi nella bara
e non c'era li vicino, 
ne il prete e cardinale
ma correva un bambino, 
insanguinato nella valle.
 
Hanno ucciso deridendo, 
come favola racconta
sotto un ulivo vecchio, 
quando scende la tramonta
E la ombra già diventa, 
tutto buio e tutto pesto
Coi richiami dei branchi, 
da sembrar' ira funesta.
 
Hanno ucciso un ragazzo, 
come me tutto uguale
E non c'era chi piangeva, 
li vicino al capezzale
Ne la madre ne il padre, 
ne la gente del villaggio
Siamo figli di nessuno, 
senza tempra e coraggio.
 
Hanno ucciso a sangue freddo, 
libertà e la parola
Perciò guardo dalla gabbia, 
come scorre il tempo e vola
Fuori mille bandierine, 
segnano feste e confini
chi rimane alza muri, 
tra di loro e i secondini.
 
Fatmir R Gjata

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