UNICORNI
Essere sé stessi è la magia più grande
Per la rubrica “Italia che emoziona”, oggi vi consiglio di vedere Unicorni, il nuovo film di Michela Andreozzi che affronta con delicatezza e coraggio il tema dell’identità di genere nell’infanzia. Una storia che parla di amore, paura, cambiamento e libertà.
Blu ha nove anni, ama le principesse, le bambole e sogna di interpretare Ariel nella recita scolastica. Ma Blu è un maschio, e questo – secondo molti – dovrebbe bastare a definirlo. I suoi genitori, Lucio (Edoardo Pesce) e Elena (Valentina Lodovini), si trovano davanti a un bivio: proteggere il figlio dal giudizio del mondo o lasciarlo libero di essere sé stesso?
La richiesta di Blu di indossare il costume della Sirenetta diventa il detonatore di un percorso emotivo profondo, che coinvolge tutta la famiglia. Lucio, conduttore radiofonico progressista ma impaurito, ed Elena, madre empatica e intuitiva, iniziano un viaggio di consapevolezza attraverso il gruppo di supporto Genitori Unicorni, guidato da una psicologa interpretata dalla stessa Andreozzi.
Daniele Scardini è Blu: al suo debutto, regala una performance autentica, tenera e potente. Il suo sguardo dice più di mille parole.
Edoardo Pesce è Lucio: un padre combattuto, che passa dalla negazione all’accettazione con una profondità rara. Emozionante.
Valentina Lodovini è Elena: dolce, forte, imperfetta. Una madre che lotta per capire e proteggere.
Lino Musella, Donatella Finocchiaro, Thony e Paola Tiziana Cruciani completano il cast con ruoli incisivi e sfaccettati.
Michela Andreozzi firma il suo film più maturo e intenso. Dopo le commedie Pensati Sexy e Brave Ragazze, sceglie un tono agrodolce, con momenti ironici e altri di grande commozione. La regia è sobria, attenta ai dettagli emotivi, e la sceneggiatura – scritta con Alessia Crocini e Tommaso Triolo – è ricca di dialoghi memorabili.
Unicorni parla di varianza di genere, ma anche di genitorialità, paure sociali, pregiudizi e amore incondizionato. Blu non è confuso: sa chi è. Sono gli adulti a dover imparare, a lasciar andare le aspettative e ad abbracciare la diversità.
Il film ci ricorda che educare alla libertà è un atto rivoluzionario. E che i bambini, spesso, sono più coraggiosi degli adulti.
Unicorni è un film che tocca il cuore, fa riflettere e commuove. Non cerca lo scandalo, ma la verità. La narrazione è fluida, i personaggi credibili, e il messaggio arriva forte e chiaro: “Io voglio essere io”, dice Blu. E in quella frase c’è tutta la potenza del cinema.
Voto della critica: 9/10 Voto del cuore: infinito.
Curiosità dal set
Durante le riprese, il piccolo Daniele Scardini ha chiesto di tenere il costume della Sirenetta anche fuori scena. Michela Andreozzi ha raccontato che Blu, il suo personaggio, “non interpretava un ruolo: era semplicemente sé stesso, con una naturalezza disarmante che ha contagiato tutta la troupe.”
A volte penso che i film più belli non siano quelli pieni di effetti speciali, ma quelli che ci guardano dritto nell’anima. Con Unicorni ho sentito il bisogno di scrivere, non solo di raccontare: perché Blu non è solo un personaggio. È quella parte fragile e luminosa che tutti noi abbiamo avuto, o che forse qualcuno ci ha insegnato a nascondere. Se avete il cuore aperto e il coraggio di lasciarvi toccare… questo film vi resterà addosso.
Fondato da: Francesca Gallello
© 08-2025 Design by Artvision.
All Rights Reserved.