ANTHONY BURGESS: IL GENIO LINGUISTICO DIETRO ARANCIA MECCANICA
Da Dott.ssa Olta Totoni
Anthony Burgess è uno degli scrittori più influenti della letteratura britannica, conosciuto soprattutto per la sua opera "A Clockwork Orange", tradotta erroneamente come Arancia Meccanica. È noto maggiormente grazie al film omonimo diretto da Stanley Kubrick, un’opera che al momento della sua uscita, venne censurata nel Regno Unito, in Spagna, in Argentina e in molti altri Paesi a causa delle sue scene considerate violente e controverse. Oggi, tuttavia, il film è proiettato liberamente nei cinema di tutto il mondo.
Numerosi studiosi britannici e stranieri hanno scritto sia sul romanzo che sul film, mettendo in evidenza la creatività, l’originalità e l’abilità linguistica di Burgess, che raggiunge il suo apice con l’invenzione di una lingua artificiale da lui chiamata Nadsat. Questa lingua, parlata dagli adolescenti del romanzo, è una forma linguistica segreta ed esperimentale che combina diversi elementi linguistici ed è considerata una vera e propria arma stilistica. Il Nadsat svolge un ruolo fondamentale nell’opera e guida il lettore verso la comprensione delle sue tematiche filosofiche, religiose e politiche. In realtà, questa non è l’unica iniziativa di Burgess nella creazione di lingue immaginarie all’interno di un contesto artistico. Egli inventò anche la lingua Ulam per il film "Alla ricerca del fuoco" (1981), diretto da Jean-Jacques Annaud (titolo originale francese: La Guerre du Feu). Una delle principali sfide per gli spettatori di questo film è comprendere le parole pronunciate dai personaggi, uomini primitivi la cui lingua differisce completamente dalla nostra. Burgess combina molte radici linguistiche e, tra gli elementi principali, si trova anche la lingua albanese, presente non solo nell’Ulam ma anche nel Nadsat, aggiungendo caratteristiche specifiche a queste lingue inventate.
Una delle biografie più conosciute dedicate a Burgess è quella scritta da Andrew Biswell, professore all’Università di Manchester, pubblicata nel 2005 da Picador. Secondo "The Guardian", questa è “la biografia che tutti gli ammiratori di Burgess stavano aspettando e che questo grande scrittore merita pienamente”.
Il quotidiano The Herald afferma che Biswell “fa luce sulla vita, sulla personalità e sull’opera dello scrittore. Una biografia di altissimo livello”. Il Sunday Telegraph scrive invece che “la biografia intelligente e vivace di Biswell risveglierà certamente il nostro interesse” verso l’opera di Burgess. Questi commenti delle principali testate britanniche sono fondamentali per comprendere l’importanza del contributo di Biswell alla ricostruzione della vita del grande autore. La biografia racconta in modo dettagliato la vita dello scrittore: dalla nascita a Manchester, alla formazione universitaria e alle sue influenze letterarie; dal periodo trascorso a Gibilterra come militare e poi come insegnante, fino ai suoi scritti, alla morte della prima moglie Lynne, al secondo matrimonio con Liana Macellari (Italia) e infine alla sua morte all’età di 76 anni. Questi elementi biografici sono essenziali per comprendere l’autore e il ruolo che le esperienze personali hanno avuto nella sua opera. Burgess considerava sé stesso un musicista che scrive, più che uno scrittore con inclinazioni musicali. Nonostante fosse noto soprattutto per i romanzi (ne scrisse circa 33), era un compositore e un profondo conoscitore della musica classica.
Un ruolo importante nella sua formazione lo ebbe il collegio Xaverian, che negli anni ’30 era una scuola cattolica maschile. Secondo Biswell, “anche se era una scuola orientata alle lingue, l’ethos del collegio non era solo accademico: l’obiettivo era formare cittadini dalla condotta impeccabile”. In questo collegio, Burgess venne a contatto per la prima volta con l’opera di James Joyce. Ulisse, scrive Biswell, era “una dinamite letteraria, un libro proibito che avrebbe influenzato il suo modo di pensare e di scrivere”. L’influenza joyceiana è evidente sia nelle scelte linguistiche sia nella struttura concettuale delle sue opere.
Durante gli anni universitari conobbe la sua prima moglie, Llewela Jones, chiamata Lynne, originaria del Galles. Biswell descrive questo momento così: “Burgess e Lynne si incontrarono nell’autunno del 1938, durante il primo semestre: lei era studentessa a Manchester e studiava Economia, Politica e Storia Moderna. Lo notò per la prima volta mentre recitava sul palco per la Dramatic Society, nel ruolo del Capitano di Ruritania”. Dal quel momento, fino alla morte di Lynne dovuta all’abuso di alcool, i due non si separarono mai, pur vivendo un matrimonio aperto per i tempi. Dopo gli studi universitari, Burgess partì per il servizio militare a Gibilterra, esperienza che ricordò spesso in modo ironico, poiché non si sentiva a suo agio nella vita militare. Biswell sottolinea: “per Burgess, che aveva studiato all’università, era doloroso sentirsi sovra qualificato: si trovava a lavorare con militari di carriera e uomini provenienti da scuole pubbliche, che lui riteneva intellettualmente inferiori”. Questa esperienza militare, tuttavia, gli fornì materiale prezioso per opere future, come il romanzo "Napoleon Symphony".
Nel 1946 Burgess tornò in Inghilterra, felice di aver abbandonato la vita militare, ma continuò comunque a collaborare con il Corpo di Educazione Militare sotto la supervisione dell’Università di Birmingham, dove più tardi insegnò fonetica. Amava insegnare ed era ricordato come un docente appassionato e talvolta eccentrico. Parlava circa nove lingue, ma la sua favorita era sempre l’inglese, che difendeva con grande orgoglio, citando spesso il suo accento del Lancashire nelle prefazioni dei suoi romanzi.
Burgess era attirato dall’esotico, da ciò che considerava strano e diverso; viaggiare era per lui un modo di arricchire la sua immaginazione. Anche se non è ricordato come uno scrittore politico, le sue opere hanno forti dimensioni filosofiche, religiose e, in parte, politiche. Tra i suoi viaggi più importanti figura quello in Russia insieme a Lynne. Aveva già completato la stesura di Arancia Meccanica e, durante questo viaggio, perfezionò ulteriormente la lingua Nadsat, che combinava russo, dialetto del Lancashire, cockney e lingue romena. Studi più recenti hanno dimostrato che gli elementi linguistici sono molto più numerosi e non si limitano solo a questi.
Il romanzo fu pubblicato il 14 maggio 1962. Inizialmente vennero vendute 6000 copie, ma dopo l’uscita del film di Kubrick la richiesta aumentò notevolmente, e il libro fu tradotto in più di 50 lingue. Tuttavia, A Clockwork Orange fu spesso frainteso: il film privilegiò la rappresentazione della violenza, mentre Burgess era interessato soprattutto al potenziale linguistico e alle tematiche teologiche e filosofiche.
A Chiswick, Burgess conobbe la sua seconda moglie, Liliana Macellari. Era la traduttrice italiana di Thomas Pynchon e Lawrence Durrell, e insegnava linguistica all’Università di Cambridge. Liana descriveva suo marito come una persona molto positiva ed entusiasta fino alla fine della sua vita. Durante gli anni trascorsi con Liana, Burgess non smise mai di scrivere. Pubblicava articoli su riviste e giornali, e contribuiva attivamente al dibattito culturale del suo tempo. Dai suoi scritti e dalle sue interviste emerge chiaramente il suo mondo interiore, i suoi gusti, le sue influenze e le sue ambizioni letterarie.
Gli archivi di Burgess si trovano oggi a Manchester (Regno Unito), Angers (Francia) e in Texas (USA). La sua opera continua ad essere oggetto di studio da parte di ricercatori di tutto il mondo, con un interesse particolare da parte degli studiosi britannici e americani. La corrispondenza dell’autore, (con studiosi, scrittori, lessicografi, amici e ammiratori), è di grande valore per comprendere profondamente le sue scelte letterarie. Anthony Burgess rimane un autore ancora in parte inesplorato: le sue opere contengono concetti velati che richiedono uno sguardo attento e non superficiale. Burgess è stato, è e continuerà ad essere uno dei 100 scrittori più influenti della letteratura mondiale.
Biografia di Dott.ssa Olta Totoni
Dott.ssa Olta Totoni ha conseguito il dottorato presso la School of Global Affairs dell’Università di Lancaster ed è la creatrice della traduzione alienese, un approccio stilisticamente innovativo ispirato ad Anthony Burgess e George Orwell. Con una formazione in Studi Britannici e Americani e un MSc in Comunicazione Interculturale e Turistica, ha insegnato per oltre decenni come docente ospite presso l’Università di Tirana (Albania) e presso Empire State University (USA), svolgendo attività di ricerca e didattica in inglese e italiano come lingua straniera. Il suo lavoro letterario e accademico ha ottenuto riconoscimento internazionale, incluso l’inserimento nella lista di PeoplePill delle figure letterarie di rilievo a New York. La narrativa breve, la poesia, il giornalismo e gli articoli accademici della Dott.ssa Totoni sono stati pubblicati in Europa, Nord America e Asia, e il suo racconto "Dark Marks on the Wall" è stato pubblicato in numerose riviste internazionali. È autrice di "Diario del Tempo" e ha partecipato a importanti eventi accademici globali, tra cui il World Youth Forum e l’Oxford World English Symposium.
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