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Saturno Magazine, Articolo: GIAN CARLO LISI RECENSISCE LA SPLENDIDA POESIA DELLA NOTA POETESSA IRMA KURTI

GIAN CARLO LISI RECENSISCE LA SPLENDIDA POESIA DELLA NOTA POETESSA IRMA KURTI

 

 

 

Il Tuo Pensiero, poesia di Irma Kurti. Recensione Di Gian Carlo Lisi

 

 

Stasera, il tuo pensiero sulla mia finestra
bussa, entra, senza aspettare, vola sotto
la luce dell’abat-jour, che somiglia al fioco
bagliore della luna.

 

 

Il pensiero di te è una farfalla, non vuole
abbandonarmi e mi risveglia migliaia di
sensazioni. I nostri ricordi sono come
delle gemme che riesco a distinguere
anche nel buio, da lontano.

 

 

È tardi. È passata la mezzanotte. Ormai
il pensiero di te è una farfalla affaticata;
batte le ali a un ritmo pacato e lento.
Sotto la luce dell’abat-jour, come sotto la
pallida luna, si abbassano le mie palpebre.

 

RECENSIONE

 

Stasera il pensiero prende forma e bussa davvero alla finestra, in questi versi di Irma Kurti, entrando senza chiedere permesso e riempiendo la stanza di una presenza leggera ma insistente. L’atmosfera è intima, raccolta, fatta di luce soffusa e silenzi notturni, dove ogni movimento sembra amplificato dalla quiete.

Il ritmo è morbido, quasi cullante, costruito su frasi che si distendono e rallentano insieme al passare delle ore. La ripetizione del pensiero che ritorna dà continuità al testo, mentre le immagini restano semplici e luminose: l’abat-jour che ricorda la luna, la farfalla che non vuole andare via. C’è una delicatezza costante, sostenuta da similitudini chiare e immediate.

Quando leggiamo “Il pensiero di te è una farfalla” e poco dopo lo immaginiamo che “batte le ali a un ritmo pacato e lento”, il sentimento si fa concreto, quasi visibile. La memoria diventa gemma che brilla nel buio, segno di qualcosa che resiste anche quando tutto tace. La scrittura sceglie la misura, evitando eccessi, e lascia spazio alla suggestione.

Resta una stanza immersa in una luce pallida, con le palpebre che si abbassano piano. Il pensiero non sparisce, si posa soltanto, come un’ala che trova riposo senza smettere di custodire ciò che ha sfiorato.

 

 

 

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