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Saturno Magazine, Articolo: UNA FRASE LUNGA SEI FILM: IL PROGETTO INDIPENDENTE DI PUPI OGGIANO

UNA FRASE LUNGA SEI FILM: IL PROGETTO INDIPENDENTE DI PUPI OGGIANO

Una frase lunga sei film: il progetto indipendente di Pupi Oggiano

Emanuela Ferrara

 

Stefano “Pupi” Oggiano è nato a Torino il 3 agosto 1972 e ha appena compiuto 54 anni. Il soprannome “Pupi” non nasce da un riferimento a Pupi Avati, come si potrebbe facilmente pensare, ma dalla passione per il Torino e per Paolino Pulici, l’indimenticato “Pupigol” della curva Maratona. Musicista dal 1990, autore, cantautore e videomaker, Oggiano ha affiancato alla musica una profonda passione per il cinema di Dario Argento, al quale ha dedicato tre documentari: Un gatto d’argento, A come Argento e Torino d’Argento. Quest’ultimo ha vinto il ToHorror Film Fest nel 2006. Nel 2019 ha realizzato il suo primo lungometraggio a soggetto, La paura trema contro, dando inizio all’esalogia.

Il progetto

Sei film realizzati tra il 2019 e il 2024. Sei titoli che, letti uno dopo l’altro, formano una sola frase:

La paura trema contro: ancora pochi passi nel ventre dell’enigma e tutto il buio che c’è intorno svanirà per sempre contro un iceberg di polistirolo.

È da questa intuizione che nasce l’esalogia cinematografica di Pupi Oggiano, autore e regista torinese che ha costruito il proprio progetto attraversando fantascienza, horror, thriller, favola nera e giallo. Non una saga tradizionale con una storia suddivisa in sei parti, ma sei film autoconclusivi collegati da personaggi, oggetti, richiami e particolari che acquistano un significato più ampio seguendo l’ordine di uscita.

Il percorso comincia nel 2019 con La paura trema contro, film che mescola fantascienza, horror, thriller, giallo e ironia. Prosegue nel 2020 con Ancora pochi passi, maggiormente legato all’orrore e costruito intorno a quattro figure riunite al cospetto di una donna elegante e austera, ognuna portatrice di una storia di violenza e morte. Nel 2021 arriva Nel ventre dell’enigma, thriller ambientato tra una scuola decadente e una serie di omicidi apparentemente privi di legame. …E tutto il buio che c’è intorno, uscito nel 2022, viene presentato come una favola nera, mentre Svanirà per sempre del 2023 si avvicina alla struttura del giallo classico e del whodunit. Nel 2024 Contro un iceberg di polistirolo chiude il cerchio riportando in scena volti, dettagli e presenze provenienti dai capitoli precedenti.

Oggiano non si limita alla regia. Partecipa alla scrittura delle sceneggiature insieme a collaboratori come Corrado Artale, Gabriele Farina e Antonio Tentori, compare anche davanti alla macchina da presa nel ruolo dell’ispettore Pat Calcabrini e firma le colonne sonore originali. La musica, del resto, appartiene al suo percorso artistico molto prima del cinema: compositore, chitarrista e autore, Oggiano ha trasferito questa esperienza all’interno di ogni capitolo dell’esalogia. Nei suoi film la musica non accompagna semplicemente le immagini. Le precede, le sporca, a volte sembra persino avvertire lo spettatore che qualcosa sta per accadere, anche quando sullo schermo non si vede ancora nulla.

Torino non fa da sfondo: entra nel film

Torino e il Piemonte costituiscono il territorio principale del progetto. Ancora pochi passi, per esempio, è stato girato tra Torino, Pianezza e il Lago d’Orta, con una scena realizzata in provincia di Varese. Luoghi reali, ville, edifici, teatri e scorci cittadini diventano lo spazio nel quale le diverse anime del cinema di genere vengono fatte convivere.

Per me, torinese e amante dell’orrore, questo legame con la città ha un peso particolare. Oggiano è un concittadino, un profondo conoscitore del cinema di Dario Argento e un regista che sembra aver capito perfettamente una cosa: Torino non ha bisogno di essere trasformata per diventare inquietante. Basta saperla guardare.

Tra le immagini più belle dell’esalogia ci sono quelle girate in cima alla grande scalinata della Gran Madre, proprio di fronte a Piazza Vittorio Veneto, dall’altra parte del Po. Da lassù la città si apre davanti alla macchina da presa, ma non appare rassicurante. Sotto, il fiume trascina le sue acque torbide e rende tutto più cupo, mentre le strade, i palazzi e le luci sembrano appartenere a una Torino parallela, appena spostata rispetto a quella che attraversiamo ogni giorno.

Anche Contro un iceberg di polistirolo ha un legame per me quasi domestico: alcune scene sono state girate al Teatro Salotto Magico di Moncalieri, praticamente sotto casa mia. Sapere che l’ultimo capitolo dell’esalogia ha preso vita a pochi passi da luoghi che conosco rende ancora più evidente la natura di questo progetto. L’orrore di Oggiano non arriva da città lontane, castelli irraggiungibili o scenografie costruite per sembrare minacciose. Può nascondersi dietro l’angolo, dentro un teatro, lungo una strada percorsa centinaia di volte.

Oggiano trova la propria dimensione cinematografica nella Torino magica, città avvolta da leggende e tenebre sotto l’occhio austero e altissimo della Mole. Non la usa come una semplice cartolina gotica: la lascia entrare nei film, respirare accanto ai personaggi e diventare parte della storia. La lezione del cinema argentiano si sente, ma Oggiano la attraversa con la propria sensibilità, mescolandola con il rock, il gusto per l’enigma e una vena ironica che compare proprio quando lo spettatore pensa di aver capito dove sarà condotto.

I suoi film, diciamolo, tolgono un anno di vita. È una battuta, certo, ma non del tutto. Oggiano sa costruire atmosfere inquietanti anche prima che accada qualcosa. Nei suoi mondi i personaggi si muovono tra sangue, morte, sesso, desiderio e identità che spesso non sono ciò che sembrano. Lo spettatore avverte il pericolo prima ancora di riuscire a dargli un nome. Poi arriva la violenza, oppure una rivelazione, o magari una risata storta che spezza la tensione soltanto per pochi secondi. Il tempo necessario per riprendere fiato e ricominciare a perderlo.

Una compagnia dell’orrore

Un altro elemento costante è il gruppo di interpreti che ritorna da un film all’altro. Diego Casale, Maurizio Terenzi, Osmar M. Santucho, Mau Parietti, Frankie Converso, Giorgia Lorusso, Tita Giunta, Alis D’Amico, Paolo Mazzini, Clarissa Allia e Maurizio Carlini sono alcuni dei nomi che hanno partecipato al progetto in momenti diversi. Ilaria Monfardini è entrata nell’esalogia con …E tutto il buio che c’è intorno, per poi tornare in Svanirà per sempre e Contro un iceberg di polistirolo.

Più che un cast fisso, sembra una compagnia che si ricompone davanti alla macchina da presa assumendo ogni volta ruoli e identità differenti. Questa continuità rende riconoscibile il mondo di Oggiano e alimenta una sorta di gioco con il pubblico: un volto già incontrato ritorna, ma non è detto che sia ancora la stessa persona. Potrebbe essere una vittima, un assassino, un’apparizione o qualcosa di molto meno facile da definire.

Un progetto che supera lo schermo

L’esalogia non si è fermata al cinema. Il progetto è stato sviluppato attraverso sei DVD, sei colonne sonore e sei romanzi tratti dai film, creando un percorso che unisce immagini, musica e narrativa. Non semplici prodotti collaterali, ma differenti porte d’ingresso nello stesso universo.

Il Box Pupi Oggiano Collection – Limited 100 copie, composto da sei DVD e un booklet, raccoglie oggi tutti i capitoli dell’esalogia, da La paura trema contro a Contro un iceberg di polistirolo. Un cofanetto che restituisce la misura concreta del lavoro compiuto: sei anni di scrittura, riprese, montaggio, musica, presentazioni e collaborazioni portati avanti nel territorio spesso difficile del cinema indipendente italiano.

Al di là dei gusti personali, resta infatti un dato impossibile da ignorare: realizzare per sei anni consecutivi un film all’anno, mantenendo una struttura riconoscibile e conducendola fino alla conclusione, richiede ostinazione, organizzazione e una squadra disposta a condividere lo stesso percorso. Ma nel caso di Pupi Oggiano c’è qualcosa in più della semplice tenacia. C’è il desiderio di costruire cinema senza aspettare che qualcuno conceda il permesso di farlo.

Oggiano ha preso Torino, le sue ombre, i suoi attori, i suoi musicisti e i suoi luoghi e li ha trasformati in un universo personale. Quella lunga frase non si è limitato a scriverla. L’ha percorsa per sei anni, un titolo dopo l’altro, con una macchina da presa in mano e tutto il buio della città intorno.

Il cofanetto è disponibile su Amazon:
Box Pupi Oggiano Collection – Limited 100 copie – 6 DVD + booklet

 

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