9541741
Visite Totali
Saturno Magazine, Articolo: FEJZË DEMIRI

FEJZË DEMIRI

DOVE LA NOTTE NON ARRIVA
 di FEJZË DEMIRI 
 
Traduzione: Arbër Ramadani (Pristina - Kosovo)
 
 
Ho attraversato notti che non avevano nome,
con il cuore stretto fra pietra e vento.
Ho imparato che anche il dolore,
quando resta abbastanza a lungo,
può diventare una soglia.
 
Ci sono giorni che passano senza rumore
e tuttavia incidono la pelle del tempo.
Sotto la cenere degli anni,
qualcosa continua a respirare:
non una promessa,
ma un piccolo fuoco che rifiuta di spegnersi.
 
Non mi ha salvato l'assenza della tempesta.
Mi ha salvato il gesto più povero e più difficile:
un passo,
poi un altro,
quando ogni strada sembrava chiedermi
di non esistere più.
 
Ora non domando alla vita
la grazia di essere facile.
Le domando soltanto la verità.
 
Perché chi ha abitato il buio
non ha bisogno di molte stelle:
ne riconosce una sola,
anche quando trema
all'estremità del cielo.
 
IL NOME CHE RESTA
 
Ho perduto ore, stagioni,
alcuni sogni lungo la strada.
Ma non ho consegnato il mio nome
alla lingua della resa.
 
Il mondo mi ha visto cadere.
Io ho imparato a rialzarmi
senza testimoni,
senza applausi,
senza che nessuno sapesse.
 
Ho portato sulle spalle
giorni che sembravano più pesanti
della mia stessa ombra,
domande rimaste senza voce,
un silenzio che nessuna parola
sapeva tradurre.
 
Eppure sono rimasto.
 
Non perché la paura fosse scomparsa,
ma perché, nel punto più profondo della paura,
una voce continuava a dire:
cammina.
Ancora un passo.
 
Forse la vittoria non è arrivare intatti.
Forse è arrivare feriti
senza permettere alle ferite
di pronunciare il nostro nome.
 
Ciò che ci ha spezzato
può restare nella memoria.
Non deve però diventare
il nostro destino.
 
CIÒ CHE IL DOLORE NON SEPPE PRENDERE
 
Il dolore venne alla mia porta
con mani fredde,
senza fretta.
 
Provò a prendermi la speranza,
la voce,
il domani.
 
Ma non trovò tutto.
 
Lasciò intatta
la capacità di amare,
la fame di creare,
il bisogno ostinato
di consegnare al mondo
almeno una parola buona.
 
Ho conosciuto la fatica
e, nel suo fondo, la dignità.
Ho conosciuto la solitudine
e, nel suo silenzio, una voce.
 
Ci sono perdite
che non fanno rumore.
Eppure, proprio là dove sembra
non essere rimasto nulla,
qualcosa conserva il proprio respiro.
 
Ciò che ho sofferto
non è tutta la mia storia.
 
È una stanza attraversata,
non la casa intera.
 
È il punto da cui ho imparato
a guardare più lontano,
senza chiedere al passato
il permesso di continuare.
 
LA FORMA SEGRETA DEL RITORNO
 
Un giorno smetterò di contare
quante volte la vita mi ha ferito.
 
Conterò invece
le volte in cui ho scelto
di non diventare la mia ferita.
 
Forse ci sarà un mattino semplice:
una finestra socchiusa,
la luce ferma sulle mani,
un respiro che non chiede nulla,
il mondo che ricomincia
senza annunciarsi.
 
Allora comprenderò
che la guarigione non sempre
arriva con il volto di un miracolo.
 
A volte è quasi invisibile.
 
È alzarsi.
Respirare.
Aprire una porta.
Ricominciare.
 
La pace, forse,
non è cancellare ciò che è stato.
È poterlo guardare
senza inginocchiarsi davanti ad esso.
 
E andare avanti
non come chi ha dimenticato,
ma come chi finalmente
ha smesso di appartenere
alla propria ferita.
 
FINCHÉ IL DOMANI RESPIRA
 
Se la strada si allunga,
non significa che abbia smarrito il senso.
 
Se il cielo si oscura,
il sole non ha smesso di esistere:
ha soltanto oltrepassato
per qualche ora il nostro sguardo.
 
Ho camminato con il peso degli anni,
con sogni rimasti a metà,
con domande che cercavano
un nome abbastanza grande
da contenerle.
 
Eppure ogni passo
ha lasciato una traccia.
 
Sono ancora qui.
 
A volte è tutto ciò che posso dire.
A volte è già abbastanza.
 
Non prometto una vita
senza dolore.
Prometto soltanto
di continuare a cercare
ciò che sa renderlo più piccolo:
 
una parola,
un incontro,
un'idea,
una pagina,
una luce.
 
Perché il domani non deve essere grande
per essere possibile.
 
Finché esiste un giorno dopo,
la notte non possiede l'ultima parola.
 
E finché un uomo
riesce ancora a pronunciare
il proprio nome,
qualcosa in lui
sta già tornando alla luce.
 
 

Mettiti in contatto

Fondato da: Francesca Gallello

saturno.magazine@libero.it

(+39) Francesca 3383684998

© 10-2026 Design by Artvision.
All Rights Reserved.