Saturno Magazine, Articolo: RUDOLF MARKU - A cura di Rifat Ismaili

RUDOLF MARKU - A cura di Rifat Ismaili

 

I versi di Rudolf Marku, grande poeta albanese, nella lingua di Dante


RUDOLF MARKU

Chi è Rudolf Marku? Ovviamente non ha bisogno di presentazioni. Il duro lavoro nel corso degli anni gli ha dato lo splendore di un antico cavaliere. Nella corte reale delle lettere albanesi regna e ritorna naturalmente come punto di riferimento per migliaia di contendenti a far parte della guardia poetica. Ma come al solito, occorre accennare brevemente anche ad una sostanza fondamentale della sua vita. Nato a Lezhë nel 1952, si è laureato all'Università di Tirana e dal 1987 al 1990 ha lavorato come redattore presso il quotidiano letterario "Drita".
Attraverso a quel.giornale importante ha aperto le porte dell'editoria ad alcuni giovani scrittori, facendoli conoscere al lettore albanese.
Autore di diversi libri come i volumi poetici "I miei amici", "La strada", "Di nuovo", "Amore", "Viaggio nel luogo delle cose che conosciamo", "Cerchi inscritti" (Onufri, 2020) ecc. È autore di diversi romanzi tra cui "I tre divorzi del signor Viktor N.", con il quale ha vinto il Premio Kadare 2015, "I quattro bambini e i Pogi invisibili", "Cappuccetto Rosso arriva con il treno delle ore dieci" ", eccetera. Oltre ad essere uno scrittore, Rudolf Marku è anche un traduttore. Grazie a lui sono arrivati ​​​​in albanese poeti come Eliot, Pound, Oden, ecc.
Rudolf Marku è stato insignito di numerosi premi letterari, tra i quali possiamo citare il Premio Europeo di Poesia a Berlino nel 2007, il Premio Naim Frashëri per il 2012 a Tetovo e Pristina, il Premio Atë Zef Pllumi per il libro di poesie, il Premio PEN e il Premio Penda  Argentea, premio assegnato dal Ministero della Cultura per il 2012. Il 1 dicembre 2020, Rudolf Marku è stato annunciato come il primo Poeta Laureato della letteratura albanese. Gli è stato conferito il titolo di “Poeta Laureato”, il primo nel suo genere, con l'incarico di contribuire a restituire alla poesia albanese il peso che sembra aver perso nel corso degli anni.
Dopo aver consegnato il mandato di Poeta Laureato, continua ancora oggi a contribuire all'arricchimento della letteratura albanese e al suo riconoscimento in patria e all'estero. Vive da anni in Inghilterra, senza mai dimenticare i contatti con la sua terra d'origine. Le sue poesie sono state tradotte e pubblicate in molte lingue, essendo incluse in alcune prestigiose antologie del mondo.
Abbiamo selezionato alcune sue poesie, con la buona voglia di presentarle al pubblico italiano, pur sapendo che è ben poco rispetto a la grandezza della sua opera poetica.





SONO NATO SULLE COSTE OMERICHE

Sono nato sulle rive dei Mari Omerici Da bambini  giocavamo con i teschi dei soldati greci e romani
Trovati tra i ciclopici muri di pietra Sotto le mura del Castello
E la nostra memoria era un viaggio lontano,
Nei dolori inspiegabili che apparivano nei ardenti crepuscoli.
Le nostre madri partorivano bambini sani senza conoscere la genetica, Senza che nessuno ci insegnasse, nuotavamo nelle potenti correnti dei Fiumi
In compagnia di bisce d'acqua, lontre, grandi tartarughe acquatiche, trote e anguille,
A dieci anni guardavamo film proibiti con sesso, criminalità e violenza,
E tornavamo a casa puntuali a mezzanotte,
Più gentili e migliori che mai.
Padri con la fronte rugosa e le mani screpolate
Ci hanno detto di giocare con i cagnolini,
appena nati, li abbiamo portati in strada
Insegnandogli le leggi della sopravvivenza tra gli esseri umani, Evitare auto, biciclette, e passeggini, nascondersi dalla Polizia
Nemici di cani randagi, gatti e mendicanti coperti di stracci...
Sokol Luli ci  dava dei cuccioli di lupo da allevare
e ce lo ha rivelato in segreto.
Che i lupi sono angeli rispetto alla maggior parte delle persone.
Adesso arrivano sugli aerei moderni con grandi sacchi pieni di libri di psicoanalisti
Ci dicono che la nostra infanzia era  sbagliata, piena di odio e violenza,
Ci dicono che dovremmo dimenticare, dimenticare, dimenticare
Affinché possiamo diventare onorevoli cittadini della tarda civiltà, Mentre i loro ultimi inventori sganciano le bombe
Sui bambini che giocano come noi in riva ai fiumi, con cani e lupi.
E chi risponderà loro?
Adesso che i teschi dei nostri padri da molto tempo
Sono mescolati con i teschi degli antichi soldati greci e romani
Sotto le antiche pietre ciclopiche, nel loro silenzio cupo e solenne?




AVEVAMO SEDICI ANNI

Avevamo sedici anni
Entrambi timidi. Ci  incontravamo al crepuscolo,
A volte ci stringevamo la mano sapendo che non era abbastanza.
Ci siamo guardati, chi avrebbe fatto la prima mossa?
Oh,  sentivamo  la gravita delle stelle che ci fissavano,
Ci sussurravano alle orecchie:
Siete coraggiosi, Siete fatti l'uno per l'altro, o bischeri!
Erano i tempi quando le astronavi non tagliavano ancora i cieli
, E non c'erano computer, né - fb - tiktok - cellulari,
Aspettavamo la sera per stringerci la mano,
Non sapendo quanto fosse bella questa ingenuità-ignoranza
Per apprezzare poi le cose semplici come se fossero perle!




PIETRE

Da bambino imparai a decifrare le voci che provenivano dalle pietre, Voci bassi, profondi e pesanti,
Rumori sonori che tremano come un pianto funebre,
Ora so sfogliare le pietre come le pagine di un dizionario,
Per accertarmi del significato delle parole che prima non conoscevo.
Un edificio in pietra è un'intricata biblioteca di geroglifici
Non brucerà mai come la Biblioteca di Alessandria;
Il castello della mia città mi  insegnò il significato dei alfabeti insanguinati,
Mentre quel sassolino con cui giocavamo sulla strada principale
Ci  confidava il segreto della tristezza del primo amore.
Quando mi vedete a portare una pietra sulle spalle,
Nelle strade delle città moderne, senza pietre,
Voi capirete che porto il peso dell'rancore degli amori perduti,
Che non tornano mai più!

Tradotto da; Rifat ISMAILI

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