Saturno Magazine, Articolo: L'AMANTE

L'AMANTE

Uniti nella passione, per lui il primo grande amore, per lei un amore del quale si rende conto solo nel momento in cui si separano. L’Amante è un film del 1991, diretto da Jean-Jacques Annaud. Tratto dal bellissimo romanzo, semiautobiografico, di Marguerite Duras. Ambientato negli anni trenta, nell’Indocina francese tra il fiume Mekong le vie di Saigon Un’appassionata storia d’amore, apparentemente unilaterale, tra un ricco trentenne cinese ed una quindicenne francese. Una relazione che nasce sin dal primo incontro ma, proprio dal primo incontro nasce in lui, un sentimento che durerà nel suo cuore, una vita. Protagonista: Lei: Jane March – Lui: Tony Leung ka Fai In questa splendida rubrica dedicata appunto anche al cinema, un pensiero a quelle pellicole che hanno fatto sognare, piangere, emozionare, a quelle pellicole che hanno riempito i cuori ma li hanno anche stritolati e fatto piangere. La delicatezza del sentimento che, in un primo momento potrebbe apparire freddo e basato solo sul rapporto fisico, in realtà, è carico di timidezza e dolcezza che sin da subito, per lui, diventa amore. Un amore unico, grande ma anche doloroso. Un’attrazione forte che riesce a superare la timidezza di lui che, ben si nota nel tremore delle mani nell’accendere la sigaretta e nello sguardo intenso sul volto la cui bellezza è assolutamente disarmante. La fretta di lui nel prenderle la mano, scena carica di desiderio ma di evidente sentimento, che in lei, appare come un voler osare, sperimentare, assaporare un incontro maturo, come un fiore che sboccia, ecco come appare quella stretta di mano, eppure, la velocità in cui lui esprime il sentimento che è da definirsi colpo di fulmine per lui ma, desiderio di una nuova e mai avuta esperienza, di lei, porta un po' di tristezza, probabilmente, l’assenza di corteggiamento, è, a parer mio, romantica fino all’osso, ha tolto molto al film. Il corteggiamento, che paragono ad una vigilia di ogni giorno atteso, ecco, è l’attesa che è mancata in questa storia d’amore unilaterale che solo alla fine diventa completa, ma è ormai tardi. Ed è doloroso, vedere lo sguardo di lui mentre, durante la passione completa, nella stanza dello scapolo, come viene chiamata la stanza dove i giovani ricchi cinesi portano le loro amanti, cerca in realtà l’amore mentre lei cerca solo un’avventura, un’esperienza mai avuta. Ancora più doloroso sentire le parole di lui nel momento in cui le dice che è costretto a sposare un’altra donna: “Guardami bene, guarda bene il mio viso e non dimenticarlo mai, perché io morirò d’amore per te”. La scena più dolce? E’ quella in cui lui, lava lei, nella vasca. Una dolcezza infinita, insieme allo sguardo di lui quando, in macchina, assapora un bacio di lei che sfiora il finestrino, è lì che, traspare tutto il sentimento che lui, dopo anni, dopo il matrimonio, dopo figli, dopo il divorzio, da una moglie scelta dalla famiglia, ritorna in Francia e la chiama dicendole che il suo amore era sempre vivo. La scena più triste? Quando lei, troppo tardi, si accorge di amarlo.

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