Saturno Magazine, Articolo: ESISTE UNA CONNESIONE CON IL LUOGO CHE INFLUENZA LA SCRITTURA

ESISTE UNA CONNESIONE CON IL LUOGO CHE INFLUENZA LA SCRITTURA

Concetto di luogo nella creatività letteraria

Souad Khalil

Quando parliamo di luogo, mettiamo in evidenza l'importanza del luogo in tutte le forme di creatività, sia essa teatrale, narrativa o poetica. Il luogo ha il suo impatto e le sue impressioni sulla storia o sul romanzo nella scrittura narrativa. Pertanto, l'analisi dell'importanza del luogo, delle sue implicazioni e delle sue diverse sfaccettature richiede una discussione approfondita. Esiste una connessione con il luogo che influenza la scrittura; infatti, quando si richiama un luogo dopo un periodo di tempo, lungo o breve, nella scrittura, a volte immaginiamo luoghi che non esistono e altre volte questi luoghi sono presenti nella nostra mente e nei nostri pensieri.

Il luogo è il riferimento che fornisce le prime impressioni o convinzioni iniziali su ciò che Tzvetan Todorov ha chiamato "il testo" o il "sistema nel testo narrativo", che contiene contenuti presi dalla realtà. La funzione di questo luogo si limita a fornire il riferimento che unisce le attività di comunicazione e ricezione, ed è il punto di partenza della creatività per lo scrittore o il narratore. La sofferenza dell'autore nella sua realtà originale è ciò che lo spinge a liberarsi da quella realtà e a immaginare una nuova realtà. In base alla sofferenza che l'autore vive nella sua realtà, apparirà la relazione tra il testo e il suo riferimento.

Alcuni dicono che “non c’è storia senza geografia, né tempo senza spazio”, e molte sono le teorie scientifiche che supportano questa idea. Ma nel campo della letteratura, dell’arte e della narrazione in particolare, non può esistere narrazione senza attenzione allo spazio. Allo stesso modo, non esiste narrazione senza la cura per un evento o una serie di eventi successivi o interconnessi. Questa è la prima lezione che lo scrittore impara, consapevolmente o inconsapevolmente, all’inizio del suo percorso creativo come narratore o romanziere.

Gli atti di comprensione che il lettore mette in atto si basano inizialmente sul trovare connessioni simili tra il testo e il suo riferimento, poi nel riconoscere le differenze che trasformano il testo narrativo da semplici impressioni sulla realtà a un discorso che possiede le caratteristiche essenziali della realtà. La creazione di queste caratteristiche, la relazione tra i componenti dell'esistenza all'interno del testo e l'illuminazione di uno di questi elementi, sono questioni puramente narrative.

In un precedente articolo abbiamo parlato dell’importanza dello spazio nel teatro. Ora vogliamo mostrare come lo spazio nel testo narrativo possa talvolta diventare un elemento che supera la semplice descrizione realistica. L’autore ci trasporta da un evento all’altro attraverso frasi dotate di estetica e forma artistica, trasformando lo spazio in cui si svolgono gli eventi in una parte fondamentale dell’oggettività della storia o del romanzo nella costruzione dell’immagine artistica complessiva.

أLa visione dello spazio, la sua contemplazione e la ricerca delle relazioni nascoste tra le cose sono compiti fondamentali dello scrittore. Subentrano poi le capacità particolari che distinguono un autore da un altro. C’è chi possiede la torcia dell’arte, capace di illuminare ciò che un occhio comune non vede, facendo apparire le cose semplici come tesori carichi di significato suggestivo.

Lo scrittore Gamīl ‘Aṭiyya Ibrāhīm parlava della geografia nella letteratura, riferendosi a ciò che disse Muḥammad Ḥusayn Haykal, autore del romanzo “Zaynab”, nella prefazione di una delle edizioni: quando scriveva i capitoli del romanzo in Svizzera o in Francia, tirava le tende della stanza per non vedere il paesaggio incantevole attorno a sé, e poter scrivere del villaggio egiziano. Qui lo scrittore fugge da una geografia per scrivere di un’altra che vive dentro di lui.

Farò anch’io un esempio semplice: lo scrittore Ibrāhīm al-Kūnī, pur vivendo anch’egli in Svizzera, scrive in tutte le sue opere del suo ambiente desertico. Evoca la geografia dei tuareg e del deserto, e ha scritto su di essa alcune delle sue opere più straordinarie. Se parliamo della geografia del luogo, l’argomento si fa vasto, e gli esempi abbondano di scrittori con una lunga storia letteraria e nomi ben noti.

Torniamo a Tzvetan Todorov, il quale afferma che il sistema del discorso può essere descritto come un insieme di contenuti che si originano da un riferimento per generare altri contenuti al di fuori di tale riferimento. Dai significati consueti del luogo emergono nuovi significati, e lo spazio si trasforma in qualcos’altro.

Lo spazio prodotto dal soggetto nella fusione tra realtà concreta e immaginazione creativa diventa il mezzo per attivare lo spirito del testo e raggiungere il lettore — cioè, il destinatario del discorso. Possiamo dunque dire che tale processo è davvero efficace solo quando il testo creativo genera significati nuovi e originali. Altrimenti, se il testo non produce tali suggestioni, il semplice trasferimento dello spazio reale nella finzione non sarà altro che una forma di sogno ad occhi aperti o un'illusione, che riflette solamente un ripiegamento su sé stessi o una fuga verso un altro mondo per sfuggire alla realtà tangibile.

Lo spazio geografico è percepito nella sua generalità, come estensione e struttura. Tuttavia, nello spazio creativo assume valori estetici e intellettuali. In altre parole, è uno spazio utilizzato secondo una determinata visione, e in questo modo entra nel regno dell’ipotesi e dell’immaginazione, passando da una topografia reale a una topografia immaginaria.

Come è noto, il linguaggio rappresenta il punto di partenza fondamentale del processo creativo. Da ciò si deduce che esistono una serie di supporti (lingua come struttura, il libro, la pagina...) che vengono utilizzati anche in modo creativo, diventando strumenti artistici. Sorge dunque la domanda: qual è la specificità dello spazio e le sue caratteristiche come entità viva e dinamica nella lingua e nella letteratura, tenendo conto del contesto storico e culturale delle sue estensioni?

Su questo tema, il professor Abdelghani Fawzi Ibrahim ha delineato diversi punti fondamentali. Il primo riguarda lo spazio nel linguaggio: essendo la letteratura fondata sulla lingua come materia primaria, essa ci mette di fronte a una serie di strumenti attraverso cui si comunica con l’altro. Questi strumenti si manifestano nella scrittura, nella pagina, nel libro… come già accennato, tutti elementi che derivano il loro significato spaziale dal luogo originario. Tuttavia, nella letteratura, tali elementi vengono caricati di energia artistica che pervade tutta la materia creativa, trasformandoli così in strumenti con cui l’autore agisce.

Ciò che vogliamo evidenziare da questa analisi è la necessità di riflettere sugli aspetti dell’opera creativa, che alcuni considerano come una struttura chiusa, limitando le sue naturali estensioni.

Per questo motivo, quando lo spazio si concretizza nel linguaggio attraverso posizionamenti discorsivi, troviamo chi considera lo spazio subordinato al testo in quanto lessico e struttura. Se lo spazio si propone come estensione o sequenza, allora è la lingua, con ciò che permette in termini di successione e progressione, a offrire la possibilità di afferrare lo spazio attraverso momenti di osservazione, all’interno di concatenazioni di parole ed espressioni linguistiche.

È evidente che la lingua dispone di diversi strumenti mediante i quali riflette i sistemi cognitivi nei quali opera la mente umana. Lo spazio, infatti, non è suddiviso o delimitato in modo intrinseco: ciò che lo rende afferrabile è un insieme di evidenze cognitive che incorniciano la nostra vista e percezione. Queste evidenze sono costituite da espressioni connotate da tratti spaziali, quindi da un insieme di informazioni che la lingua simbolizza, e il lessico è ciò che ci fornisce significati legati alle origini materiali dello spazio.

Quando parliamo di spazio in letteratura, dobbiamo riconoscergli un'importanza fondamentale come componente essenziale di ogni opera creativa, non solo come superficie su cui si svolgono gli eventi, ma come spazio intriso di sensibilità e simbolismo. Spesso ciò che ci colpisce in un’opera letteraria sono i nomi dei luoghi e le loro tipologie, che rimandano, attraverso la storia e la cultura, a determinati riferimenti, suscitando la domanda: lo scrittore tratta lo spazio come realtà concreta o come spazio immaginario?

La risposta a questa domanda può riflettere la problematica metodologica nella presentazione dello spazio (reale, simbolico, immaginario), il che è il risultato di differenti concezioni teoriche e definizioni operative.

Inoltre, le qualificazioni attribuite allo spazio variano in funzione dei diversi ambiti del sapere in cui viene utilizzato. Così, lo spazio è diventato un concetto chiave nelle scienze, siano esse esatte o umanistiche. Per questo motivo, la nozione di spazio in letteratura esce dal dominio della mera esplorazione naturale o geografica degli geografi o dell’analisi psicologica degli spazi personali e sociali, per entrare in un ambito in cui lo spazio può assumere forme multiple, a seconda delle manifestazioni dell’opera letteraria stessa. Di conseguenza, l’attenzione si focalizza su un determinato aspetto dell’opera e ne orienta la lettura creativa nella sua totalità.

Lo spazio, così definito, non è un semplice palcoscenico o cornice autonoma, ma è interconnesso con l’essere umano, portandone il peso simbolico e valoriale. La rappresentazione dello spazio e dei suoi elementi, contesti e dettagli diventa una forma per presentare anche l’essere umano stesso, immerso in esso, con il suo corpo e i suoi valori.

poiché gli spazi sono molteplici e vari, a seconda dei punti di vista, essi diventano un punto d’ingresso per conoscere diversi modelli e esperienze umane. Questo scambio tra l’immagine mentale e quella spaziale ha portato a un’interconnessione profonda tra uomo e luogo, rendendo difficile separare l’uno dall’altro. Lo spazio diventa quindi un’estensione naturale della personalità. Inoltre, l’attività del personaggio e le sue trasformazioni non avvengono solo nello spazio, ma grazie ad esso.

Seguendo questa logica, quando lo spazio penetra nel testo letterario, esso propone una ristrutturazione e una rappresentazione del mondo, e il fondamento di questa ristrutturazione è una struttura spaziale. Lo spazio, nella sua funzione nell’opera creativa, è doppio, ma imita un oggetto infinito nel mondo esterno. Questo richiede la trasformazione di quell’oggetto infinito in sistemi organizzati, in cui la visualità può essere una delle caratteristiche principali.

Nel libro del critico e ricercatore Jurij Lotman, egli ha trattato la struttura del testo artistico, partendo dallo spazio nella lingua. Egli ha osservato questa relazione dalla prospettiva della cultura, ponendosi la domanda: Come occupa la cultura le dimensioni spaziali per indicare altre cose?

La lingua, partendo dalle relazioni spaziali, costituisce una modellizzazione della cultura. Parole come “destra”, “sinistra”, “sopra”, “sotto”, “alto”, “basso”, come direzioni spaziali, sono caricate dal parlante del tempo del discorso con diversi significati. Di conseguenza, queste coppie di contrari assumono nuovi significati all’interno di sistemi (religiosi, morali, politici, ecc.).

Ad esempio, si può parlare di un livello superiore e uno inferiore basandosi su una modellizzazione ideologica, oppure di nobiltà e bassezza in una modellizzazione morale...

Concludendo con questo studioso, queste parole diventano concetti usati come mattoni in modelli culturali, acquisendo così nei sistemi linguistici un pilastro attorno al quale si organizza l’immagine del mondo. Tale immagine rappresenta un sistema di pensiero legato a un certo tipo di cultura.

Da questo punto di vista, l’artista o lo scrittore usa la lingua come prima modellizzazione, caricato del patrimonio della propria cultura (la seconda modellizzazione). Così, lo spazio assume o porta in sé valori che producono organizzazione e strutturazione, e il testo letterario può offrire un sistema distinto per organizzare il mondo.

Nello studio del professor Abdelghani Fawzi, lo spazio viene definito nella parallela tra il sé e il mondo, cioè spazio e visione del mondo. Egli afferma: il sé porta con sé stati di profondità esattamente paralleli all’estensione dello spazio; se il mondo è grande e vasto, l’interno riflette ciò attraverso strati di sensazioni.

Così, il trattamento delle diverse tipologie di spazi genera valori simbolici legati ai paesaggi di quegli spazi, partendo dalla stanza fino all’ampio deserto. Questo produce contrasti e conflitti non solo a livello delle caratteristiche dei personaggi che abitano quegli spazi.

Lo spazio appare come un’estensione naturale della personalità e indica che questo orientamento è uno degli aspetti affrontati da Gaston Bachelard nella sua opera La poetica dello spazio; egli crea un parallelo e una segmentazione nelle forme degli spazi in cui l’uomo vive e con cui convive.

Il contrasto e la divisione tra spazi raggiungono un dibattito tra i poli interno ed esterno, che non è solo una questione letteraria ma anche un dibattito filosofico. Questo spesso porta chi parla della cosa e dei suoi dettagli a interrogarsi sulla sua essenza.

Il conflitto tra interno ed esterno genera numerose dialettiche, che assumono varie forme di vita quotidiana e di portato simbolico. Questo può essere riassunto nelle dialettiche tra casa e apertura, grande e piccolo, chiuso e aperto.

Di conseguenza, la vita dell’uomo che necessariamente vive in equilibrio tra sé e mondo genera un carico simbolico multiforme come la varietà dei luoghi portati dall’uomo.

La casa è un luogo di familiarità e di arredamento segreto della personalità. Da questa base, la persona può costruire immagini e concezioni dell’uomo e della patria, partendo dall’interno del sé (cuore – organi).

Se la casa protegge dalla frammentazione, secondo Bachelard, allora la personalità, partendo dal suo interno, protegge grandi forme di frammentazione nel pensiero e nel sentimento, come la patria e l’uomo...

Così, l’estensione dello spazio esterno corrisponde alla profondità dello spazio interno, e l’essere umano diventa così l’incarnazione di un’area di apertura di uno spazio unico e nuovo verso il mondo.

Se consideriamo spazio e tempo, riteniamo che qualsiasi azione umana sia situata in un contesto di luogo e tempo, affinché il corso di quell’azione possa essere regolato, razionalizzato e proiettato nel futuro.

Secondo Michail Bakhtin, lo spazio non può essere separato dal tempo. Pertanto, è necessario parlare di ciò che Bakhtin definisce cronotopo (spaziotempo), che significa, tra le altre cose, che c’è un’interazione tra relazioni spaziali e temporali. Ma quali sono le caratteristiche di questo tutto, come Bakhtin lo chiama in letteratura?

Questo concetto (spaziotempo) è emerso in ambiti scientifici puri (matematica, fisica), ma Bakhtin lo introduce nella storia della letteratura, conferendogli così una particolare valenza in un altro campo.

Nel quadro di questo tutto chiamato spaziotempo, il tempo diventa un altro volto dello spazio e, attraverso questa interazione, i segni di entrambi si rivelano l’uno nell’altro.

Quali sono dunque le caratteristiche del cronotopo in letteratura?

Bakhtin parte dallo studio del romanzo, analizzando il cronotopo in relazione al contenuto, rivelando così le sue diverse valenze:

Il cronotopo organizza i diversi eventi inclusi nel tema, inquadrando le cose o conferendo loro un significato concettuale. Su questa base si distinguono vari tipi di romanzo.

Bakhtin presenta, in questo contesto, i seguenti tipi di cronotopi: il cronotopo dell’incontro, associato ai cronotopi del viaggio; il cronotopo dei palazzi e dei saloni; il cronotopo della soglia...

In sintesi, lo studio sull’importanza del luogo nella creazione letteraria, sia nel racconto che nel romanzo, oltre che nel teatro, ci pone davanti a un accumulo di conoscenze e di approcci metodologici che definiscono questo concetto e ne sistematizzano lo studio.

Questo ha richiesto una classificazione di tali conoscenze in categorie, e di conseguenza una consapevolezza della natura problematica di questo concetto, che implica una consapevolezza metodologica associata.

Questo ci ha spinto ad indagare le caratteristiche che definiscono il luogo come un’entità viva e dinamica nella lingua, nella letteratura e anche nella cultura.

L’autore Abdelghani Fawzi conclude il suo importante studio sull’essenza del luogo e i suoi significati affermando che chi parla dell’identità del luogo e dell’uomo, derivanti dalle radici culturali a cui il luogo appartiene, afferma che sono solo queste radici a trasferire il luogo da una semplice posizione geografica a un livello di significati simbolici e intellettuali.Di conseguenza, il dialogo tra uomo e luogo si basa su storia, cultura e società.

In sintesi, il luogo ha una posizione speciale nelle arti narrative per tutti gli scrittori.

Questa sintesi rappresenta solo una parte dello studio completo di Abdelghani Fawzi pubblicato nella rivista Al-Rafid, numero 163.

L’approfondimento del concetto di luogo nella creazione artistica permette di comprendere come esso non sia solo uno sfondo per le vicende narrate, ma un elemento vivo, carico di significati simbolici, emotivi e culturali.

Il luogo diventa così un vero e proprio personaggio all’interno del testo letterario, intrecciato con la psicologia dei personaggi e con la trama stessa, contribuendo a costruire la realtà narrativa e a plasmare l’esperienza del lettore.

Questa visione amplia la comprensione della letteratura e dell’arte, sottolineando l’importanza di studiare e valorizzare il ruolo del luogo nella narrazione, per cogliere tutte le sfumature e le profondità del messaggio artistico.

Il luogo, come abbiamo visto, non è solo uno sfondo statico, ma un elemento dinamico che interagisce con la coscienza del narratore e con il vissuto dei personaggi. Attraverso la sua rappresentazione, il testo letterario rivela una relazione profonda tra l’individuo e l’ambiente, che si riflette nelle simbologie, nei sentimenti e nelle percezioni evocate.

Come sottolinea Abdelghani Fawzi, questa interazione tra luogo e soggetto si fonda su radici culturali e storiche che danno al luogo un valore simbolico e intellettuale, trasformandolo in un ponte tra il reale e il simbolico, tra la memoria individuale e quella collettiva.

La riflessione sul luogo nell’opera narrativa, quindi, apre spazi di ricerca e interpretazione che arricchiscono la lettura e l’analisi letteraria, permettendo di cogliere non solo la dimensione fisica dello spazio, ma anche quella psicologica, sociale e culturale che lo accompagna.

In conclusione, il luogo occupa una posizione centrale nelle arti narrative, essendo un fattore chiave nella costruzione del senso, dell’atmosfera e della profondità espressiva dell’opera.

Il concetto di luogo nell’opera letteraria non può essere separato dalla sua funzione di cornice narrativa, poiché il luogo non si limita a un semplice sfondo geografico, ma si configura come un’entità viva, carica di significati e simboli. Questa dimensione dinamica del luogo è fondamentale per comprendere come la narrazione si sviluppi, come i personaggi si muovano e come il senso stesso del testo prenda forma.

Secondo alcuni critici, il luogo riflette anche la psicologia dei personaggi, le loro emozioni e trasformazioni. La rappresentazione dello spazio diventa quindi un mezzo per esprimere conflitti interiori, desideri, paure e speranze. La complessità del luogo emerge dalla sua capacità di intrecciare elementi reali e immaginari, storici e simbolici.

Inoltre, il rapporto tra tempo e luogo (il cosiddetto “cronotopo” di Michail Bachtin) è essenziale per la struttura narrativa: il tempo e lo spazio non sono mai neutri, ma organizzano gli eventi e conferiscono loro significato. Questo intreccio tra tempo e spazio permette di esplorare la dimensione storica e culturale dell’opera, evidenziando come il luogo influenzi e sia influenzato dall’esperienza umana.

In sintesi, lo studio del luogo nell’ambito della narrativa e della letteratura è una chiave interpretativa imprescindibile, che arricchisce la comprensione del testo e apre a molteplici livelli di lettura e di riflessione critica.

Chi parla dell’identità del luogo e dell’uomo, derivanti dalle radici culturali a cui il luogo appartiene, afferma che sono solo queste radici a trasferire il luogo da una semplice posizione geografica a un livello di significati simbolici e intellettuali. Di conseguenza, il dialogo tra uomo e luogo si basa su storia, cultura e società.

In sintesi, il luogo ha una posizione speciale nelle arti narrative per tutti gli scrittori.”

 

 

 

 

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