DOTTORE DEI PONTI INVISIBILI: AMARILDO HILA E LA FORZA DEL DIALOGO CULTURALE
- Intervista di Sabina Darova -
Sabina. D: Chi è il dott Hila?
A. Hila: Mi chiamo Amarildo. Chi sono?
Domanda difficile e facile. Sono un giovane Medico che si è trovato inaspettatamente ad innamorarsi della Medicina del Territorio. Infatti svolgo varie funzioni per la nostra ASL di Asti.
Sto finendo il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale. Attualmente lavoro in Continuità Assistenziale e lavoro all’Ambulatorio I.S.I. Per quasi due anni ho lavorato anche
in Pronto Soccorso come Medico dei Codici Bianchi. Sono cresciuto tutta la vita a Firenze ed ho fatto l’università a Chieti in Abruzzo. Ma mi trovo in Piemonte da poco più di 5 anni per il
più bello dei motivi, perché ho sposato una cuneese doc!
Sabina. D: Appartieni alla seconda generazione dell'immigrazione albanese. Quali sono i lati positivi e quelli
negativi che hai dovuto affrontare?
A. Hila: Sicuramente i lati positivi sono il fatto di poter pensare contemporaneamente in due lingue e questo mi ha aiutato molto anche ad impararne altre. Infatti riesco senza alcun problema a parlare spagnolo, inglese, albanese ed italiano mentre parlo giusto un po’ il rumeno e l’arabo. L’altro lato positivo credo sia il fatto che ho una prospettiva della vita a dir poco ampia, che mi porta a valutare sempre più aspetti delle cose, proprio perché sono figlio di più culture.
I lati negativi direi che sono fondamentalmente il fatto che mi sono sempre sentito “ne carne ne pesce", pur avendo passato tutta la vita in Italia. Essendo oramai parte integrante ed attiva del tessuto sociale italiano, non posso negare che durante tutta l’adolescenza, la cultura dei miei genitori ha influito tanto nella mia formazione di giovane adulto.
Sabina. D: Che cos’è il servizio medico ISI?
A. Hila: L’ambulatorio ISI è l’acronimo di Informazione e Igiene Salute Immigrati. E’ un servizio nato nei primi anni duemila ed era pensato come una specie di “guardia medica degli irregolari”.
Quindi specificatamente per gli immigrati clandestini, per chi quindi non ha nessuna forma di documentazione mentre è presente su suolo italiano. In parte si è evoluto negli anni,
diventando un Ambulatorio nel quale io sono a tutti gli effetti il Medico Curante degli irregolari.
Sabina. D: Quali difficoltà trovi nel gestire il Servizio?
A. Hila: Le difficoltà sono moltissime. Ad iniziare dal fatto che, tranne i paesi dell’Europa politica, come pazienti ho letteralmente ogni altra nazione del pianeta Terra. Quindi bisogna saper gestire ogni lingua, ogni cultura, ogni uso e costume che immancabilmente mi trovo a dover gestire mentre faccio il mestiere del Medico.
Sabina. D: Qual è la tipologia dell’utenza e quali sono le difficoltà che rappresentano?
A. Hila: La tipologia è a dir poco variegata. Sia appunto come numero di nazioni sia come “tipo di straniero”. Ci sono quelle popolazioni che si trovano ad essere diciamo solo di passaggio in
Italia, perché puntano poi a spostarsi in altre nazioni europee, sia popolazioni che hanno intenzione poi di stabilirsi in Italia e cercare di integrarsi da noi.
Sabina. D: Pregi e difetti dei pazienti albanesi?
A. Hila: Inizio col dire che gli albanesi fanno parte delle popolazioni stabili, quelli che poi decidono di costruirsi una vita in Italia, nella stragrande maggioranza dei casi. I pregi sono sicuramente il fatto che hanno un rispetto per la figura del medico paragonabile a quello che aveva l’italiano medio oramai più di cinquant’anni fa. I difetti invece potrebbero essere per esempio il fatto che si trovano a doversi adeguare ad un sistema sanitario profondamente diverso da quello presente in Albania e questo per molti è una evidente difficoltà.
Sabina. D: Come funziona la Sanità italiana nel rapporto con l’utenza straniera? Ti sei mai sentito parte degli stranieri nel gestire il tuo ruolo da medico d’origine albanese?
A. Hila: Su questo punto non posso che spendere parole di encomio nei confronti dell’Italia. La sanità italiana trova sempre una qualche soluzione anche al caso più difficile e complesso. Nessuno resta inascoltato e senza prestazione medica. Da Medico italiano con origini albanesi devo dire che questo mi aiuta sicuramente a creare degli ottimi ponti emotivi con i pazienti, così da costruire poi un rapporto lavorativo migliore.
Sabina. D: Come lo vedi dott. Hila da grande?
A. Hila: Bellissima domanda. Lo vedo come un adulto che ha come priorità assoluta la sua famiglia.
Ma lo vedo anche come Medico che non smetterà mai di svolgere il mestiere più bello del mondo, impegnandosi nel proprio piccolissimo a fare quel qualcosa di più per i pazienti, per i
colleghi e perché no, anche per la città di Asti che mi ha accolto così amorevolmente.
Sabina. D: Che cosa aspiri a migliorare nel tuo cammino da medico?
A. Hila: Sicuramente le mie competenze mediche. Non smetterò mai di studiare ed imparare per essere un professionista quanto migliore possibile per tutti voi. Poi sicuramente non mi precludo alcuna possibilità lavorativa e di esperienze nel mio futuro.
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