Cos'è la Creatività ?
Souad Khalil
La creatività, così come comunemente definita, è la capacità di inventare e introdurre qualcosa di nuovo in tutti i campi, siano essi scientifici o della vita quotidiana, e soprattutto è strettamente collegata alle arti e alle innovazioni scientifiche. Tuttavia, in questo articolo ci concentreremo sugli stati creativi, siano essi pratici, personali o situazionali.
Gli studiosi divergono nella comprensione del concetto di creatività, e la mancanza di consenso su una definizione chiara e precisa è essa stessa un indicatore della complessità dell’argomento. È sufficiente notare che alcuni studiosi intendono per "creatività" l’idea — creare qualcosa di completamente nuovo e portarlo all’esistenza — mentre altri intendono con il termine il processo o i processi, specialmente psicologici, attraverso cui viene creato e innovato qualcosa di nuovo e di alto valore. Nel frattempo, un terzo gruppo considera la creatività nei termini del lavoro creativo stesso, del risultato finale prodotto dalla capacità di innovare e del processo creativo che conduce alla realizzazione concreta di quell’opera.
Per approfondire questo argomento, prendiamo un piccolo estratto da uno studio e traduzione pubblicati nel libro *Mondo del Pensiero* (ʿĀlam al-Fikr), dove si osserva che esistono numerose definizioni o, più precisamente, differenti punti di vista e prospettive sul tema, che rivelano quanto sia ramificato e complesso. Questo è ciò a cui si riferisce Donald MacKinnon, considerato uno dei maggiori autori sugli aspetti psicologici della creatività, quando afferma che il concetto di creatività non è semplicemente una struttura teorica, ma una regola o principio generale. Sotto questo principio rientrano numerosi aspetti valutativi. Egli distingue quattro manifestazioni o aspetti fondamentali della creatività e ritiene che lo studio del fenomeno sia possibile solo se si considerano tutti insieme, poiché si intersecano e si completano a vicenda, formando così il fenomeno creativo. Questi aspetti sono:
A — Il lavoro creativo o il risultato creativo
B — Il processo creativo
C — La persona creativa
D — La situazione creativa
Ciascuna di queste manifestazioni o aspetti può fornire, secondo alcuni autori, risposte a diverse problematiche legate all’argomento nel suo complesso, come la natura del lavoro creativo, le caratteristiche e i componenti che permettono di identificare le opere creative, la natura del processo creativo, il tipo di processi psicologici che possono portare alla creatività autentica, oltre a numerose domande relative alle caratteristiche distintive della persona creativa, alle qualità e componenti della situazione creativa e alle condizioni sociali e culturali che favoriscono l’emergere del pensiero creativo e della mente inventiva.
Alcuni studi nel campo della creatività hanno rivelato che ogni individuo possiede in una certa misura questa capacità speciale, che chiamiamo creatività, e che questa capacità può essere sviluppata e accresciuta mediante allenamento e pratica. In particolare, il comportamento legato al rendimento creativo, secondo Evans e Smith, comprende molti elementi di curiosità, desiderio di scoprire e esplorare, stimolo a porre domande e fornire risposte non convenzionali e inusuali a tali domande, e l’emergere di molti segni di indipendenza e differenziazione sia nel pensiero sia nell’esperienza. Evans e Smith considerano la creatività come la capacità di affrontare in modo agevole problemi ambigui o indefiniti, di trovare approcci nuovi e originali e di sperimentare applicazioni completamente nuove. Il pensiero creativo è non convenzionale perché non segue metodi abituali e noti per definire o risolvere problemi.
Il nuovo lavoro creativo deve avere l’opportunità di dimostrare la propria validità e provare la sua importanza e utilità una volta che l’opera è realizzata, anche se questo non significa che l’attività creativa debba sempre concentrarsi su cose utili o produttive. Vincoli e limitazioni porterebbero infatti a sopprimere una delle caratteristiche principali dei creativi, che spesso li spinge a esplorare nuovi campi. Queste sono alcune delle osservazioni di Donald MacKinnon e Evans Smith, i quali affermano che la distinzione tra le quattro dimensioni della creatività trova riscontro nel modo in cui psicologi, antropologi e sociologi analizzano il fenomeno. Mentre gli psicologi focalizzano la loro attenzione sulle caratteristiche individuali associate alla creatività, riflesse soprattutto nel processo creativo e nella persona creativa, gli antropologi e i sociologi danno priorità allo studio dell’opera creativa e della situazione creativa, considerando che le condizioni sociali e culturali presenti in una società influenzano inevitabilmente il pensiero, l’azione e le parole dell’individuo, senza tuttavia trascurare completamente le altre dimensioni.
Dobbiamo inoltre evitare di confondere la creatività con altre capacità e abilità possedute dall’individuo creativo:
Primo puntoè fondamentale distinguere tra creatività e intelligenza, poiché non vi è necessariamente una corrispondenza diretta tra le due. Molti psicologi, in particolare negli Stati Uniti, hanno indagato questo tema, sottolineando che i tradizionali test di intelligenza non sono un criterio affidabile per misurare il livello di originalità e creatività. MacKinnon afferma che la persona creativa spesso possiede un alto livello di intelligenza, ma la relazione non è costante in tutti i casi. Ciò che conta è la capacità di utilizzare efficacemente il proprio livello di intelligenza per produrre opere creative.
Secondo punto è errato pensare che la creatività e il fenomeno creativo siano limitati alle società avanzate o industriali. La creatività è un fenomeno universale e può essere trovata in tutte le società umane e in tutte le fasi dello sviluppo sociale e culturale. Gli studi antropologici non hanno sempre dato alla creatività intellettuale e artistica nelle società primitive l’attenzione che meritava, ma le poche ricerche dedicate all’arte primitiva, in particolare tra alcune tribù africane e i nativi americani, hanno rivelato la presenza di artisti creativi e di orizzonti intellettuali coerenti all’interno delle culture di queste società. Tra gli studi più importanti vi sono le opere dell’antropologo americano Paul Radin, in particolare il suo libro *The Primitive Man as Philosopher*, e gli studi dell’antropologo britannico Raymond Firth sulle manifestazioni artistiche primitive. Tuttavia, i contributi più significativi sono certamente quelli di Claude Lévi-Strauss, in particolare il suo celebre lavoro *Mythologiques* e altri libri in cui presenta esempi straordinari di creatività in miti, arti visive, tatuaggi, decorazioni e simili.
Ci sono numerosi esempi di queste espressioni creative all’interno di tali società, e persino nelle visioni spirituali individuali del mondo degli spiriti, che riflettono la percezione personale dell’artista e spesso raggiungono alti livelli estetici.
Terzo puntola creatività non è limitata a determinate fasce d’età. Possiamo osservare opere di elevata qualità intellettuale o artistica tra individui di tutte le età. L’età avanzata non costituisce un ostacolo alla creatività. Molte realizzazioni importanti nelle scienze e nelle arti sono state compiute da individui in età adulta o avanzata. Gli esempi abbondano in tutti i campi, dalla scienza alla biologia, dalla fisica alla matematica, e in molti altri ambiti creativi, senza che l’età abbia influito sulla qualità del lavoro.
Il lavoro creativo supera l’esperienza umana ordinaria, introducendo elementi di trasformazione che possono alterare radicalmente la percezione e sfidare le convenzioni tradizionali. Alcune opere creative possono persino modificare la visione dell’universo da parte dell’uomo. Questo è ciò che intendono alcuni autori quando descrivono il lavoro creativo come un atto di trascendenza e la capacità di generare nuove condizioni per l’esistenza umana stessa. Esempi rilevanti si trovano nella creatività scientifica: la teoria eliocentrica di Copernico, la teoria dell’evoluzione di Darwin e le opinioni di Freud sulla psicoanalisi, tutte creazioni originali che hanno superato le idee e le condizioni prevalenti al loro tempo, cambiando radicalmente la percezione dell’uomo.
Secondo Otto Rank, l’artista in ogni campo della creatività non crea solo la sua arte, ma la utilizza anche come strumento di creazione e innovazione.
Studiare e analizzare le opere creative può rivelare molte informazioni sugli individui che le hanno prodotte e sulle condizioni in cui sono nate. Questo è particolarmente evidente nello studio della creatività letteraria rispetto ad altri tipi di creatività artistica, intellettuale o scientifica. Inoltre, analizzare la vita dei creativi può aiutare a interpretare le loro opere e prodotti creativi. Tuttavia, alcuni autori, in particolare seguaci della scuola strutturalista francese, ritengono più opportuno studiare il lavoro creativo in sé, separato dall’autore, anche se ciò non implica trascurare le condizioni sociali e culturali presenti nella società o nella situazione creativa, considerando che ogni lavoro creativo è parte integrante di quella cultura.
Nonostante tutto ciò che si dice sulla creatività come forza, talento o dono naturale, e sul lavoro creativo come opera unica di un individuo con caratteristiche specifiche, l’interazione tra persona creativa e società è indiscutibile. A volte questa interazione si manifesta in forme di ribellione e rifiuto delle convenzioni sociali, riflettendosi in stili di vita distintivi e comportamenti indipendenti. La vita "bohemien" di alcuni artisti è spesso un’espressione di tale ribellione e della percezione delle difficoltà incontrate nella vita. Seguire la storia personale degli individui creativi è quindi una delle fonti più importanti per comprendere la situazione creativa.
Infine, non si intende per processo creativo la semplice produzione o realizzazione di un’opera specifica, come dipingere un quadro a olio, comporre un brano musicale o scrivere una poesia. Piuttosto, il processo creativo riguarda la capacità mentale di concepire l’opera creativa come un’unità completa prima di realizzarla concretamente. Questo processo permette, ad esempio, al musicista di immaginare la sinfonia come un insieme integrato di melodie che ruotano nella sua mente prima di tradurle in note scritte sul pentagramma. Permette allo scrittore di intuire l’intero romanzo o racconto come un’unità coerente prima di scrivere una sola parola. Aiuta anche il pittore a osservare il paesaggio davanti a sé, percependo ciò che intende dipingere.
L’esecuzione pratica dell’opera creativa consiste semplicemente nel plasmare i materiali e gli elementi grezzi disponibili, che variano a seconda del campo creativo specifico (note musicali, parole, colori e pigmenti, ecc.), in modo da avvicinarsi il più possibile alla visione mentale preesistente. Così, la persona creativa sviluppa un’idea generale o una concezione complessiva del soggetto che vuole creare prima di intraprendere qualsiasi passo concreto verso la sua realizzazione.
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