Mohamed Elaghafi - Marocco
NESSUNA GUARIGIONE PER QUESTA ILLUSIONE
Qui ardo,
trafitto
dal respiro del sentimento.
Strane,
queste conchiglie appese a grappoli,
frutti maturati
nell'orto dell'inferno.
Lo so...
So quanti segreti
il sole della notte
custodisce
fra le palpebre delle stelle.
E so
che la luna e il mare
non sono altro
che l'antica menzogna
degli amanti.
Io,
eterno sciocco,
mi ubriaco
del vino amaro
delle mie stesse ferite.
Non accuso il silenzio
quando mi conduce
fino alla soglia della parola,
né il vuoto
quando mi raccoglie
e mi riconduce,
ancora una volta,
a me stesso.
I luoghi di un tempo
mi hanno attraversato
come vento
fra le rovine,
e sono svaniti.
Ora
nessuna dimora resta.
Sono un rifugiato
dentro il mio stesso esilio,
un'anima sospesa
fra ciò che è stato
e ciò che non nascerà mai,
in attesa
di un'alba
che continui a chiamarmi
anche quando
la speranza
ha dimenticato il mio nome.
(Traduzione Angela Kosta)
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