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Saturno Magazine, Articolo: NEMMERLAND: IL MITO PRIMA CHE DIVENTASSE UNA FAVOLA

NEMMERLAND: IL MITO PRIMA CHE DIVENTASSE UNA FAVOLA

Nemmerland: il mito prima che diventasse una favola

 

Emanuela Ferrara

 

Dietro la seconda stella a destra, Giuseppe Sorrentino immagina un’isola ancora selvaggia, popolata da pirati, antiche creature e uomini disposti a perdere tutto pur di raggiungerla.

Ogni mito possiede una zona d’ombra. Un tempo precedente alla storia che conosciamo, quando i nomi non erano ancora stati assegnati e le leggende conservavano qualcosa di sporco, crudele e imprevedibile. Nemmerland – Il mito prima del mito di Giuseppe Sorrentino nasce proprio dentro quella zona e prova a rispondere a una domanda affascinante: che cosa esisteva sull’Isola che non c’è prima dell’arrivo di Peter Pan?

La storia comincia nel 1680 a Port Royal, crocevia di pirati, mercanti, criminali e uomini che hanno smesso da tempo di chiedere il permesso alla legge. Ambrose Greaves è un astronomo decaduto, deriso e considerato pazzo perché sostiene di aver scoperto una rotta celeste capace di condurre a un’isola cancellata da ogni mappa. Per raggiungerla bisogna seguire una direzione che conosciamo bene: seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino.

Todd Hilton è invece un pirata ricercato, imprevedibile e momentaneamente privo di una nave. Non è un eroe e non pretende di esserlo. Ascolta Ambrose perché ha bisogno di una via di fuga e perché la promessa di un territorio inesplorato, ricco di tesori e gloria, è più forte del buonsenso. Il loro incontro mette in moto un viaggio nato dall’unione di due follie: quella dell’uomo che crede nell’impossibile e quella dell’uomo disposto a inseguirlo.

La ciurma raccolta da Hilton è composta da individui che il mondo ha già provveduto a mettere ai margini: Ruth O’Connor, lanciatrice di coltelli; Marlow, un nano che tutti credono muto; Elgar, un cuoco enorme; i gemelli Doodge, scassinatori magri come stecchi; Isaac Crow, chiamato il Predicatore, uomo di fede e bugiardo instancabile. Insieme rubano un brigantino e prendono il largo, inseguiti dalla Royal Navy e da un passato che non ha alcuna intenzione di lasciarli andare.

Il confine tra realtà e leggenda assume la forma di un gigantesco maelstrom. Il vortice non distrugge la nave, ma la trascina attraverso un varco e la scaraventa nella baia dei relitti di Nemmerland. Da quel momento il romanzo abbandona progressivamente il mondo conosciuto e costruisce una geografia dominata da regole diverse.

Nemmerland non è soltanto un luogo. È una presenza.

La sua terra, i fiori, la sabbia e la foresta sembrano osservare gli stranieri arrivati dal mare. Fate, sirene, aquile gigantesche, guerrieri del Popolo dei Sogni e creature primordiali abitano un ecosistema nel quale ogni elemento appare collegato agli altri. L’isola protegge i propri segreti, mette alla prova chi la attraversa e restituisce a ciascuno un’immagine deformata dei desideri che lo hanno condotto fin lì.

Sorrentino recupera molti elementi dell’universo di Peter Pan, ma li colloca in un passato più ruvido. Il volo, la polvere di fata, i popoli dell’isola e il rifiuto di crescere vengono privati dell’innocenza con la quale siamo abituati a considerarli. Dietro la meraviglia affiora l’idea che l’eterna giovinezza non sia necessariamente un dono e che ogni sogno, quando diventa reale, possa trasformarsi in una condanna.

Questa rilettura non si limita a utilizzare personaggi e simboli conosciuti. Cerca di costruire una mitologia precedente, quasi un’origine apocrifa della fiaba. Il mondo di Nemmerland nasce dall’incontro tra racconto piratesco, fantasy, leggenda marina e suggestioni cosmiche. La nave attraversa non soltanto un oceano, ma una frattura della realtà oltre la quale l’uomo non occupa più il centro dell’universo.

A rendere più cupo il viaggio è Edmund Blackthorn, vecchio compagno di avventure di Hilton e ora corsaro al servizio della Corona. Blackthorn porta sul corpo una maledizione legata agli dei del mare e dentro di sé un’avidità che ha superato da tempo il desiderio di ricchezza. Vuole impadronirsi di Nemmerland, dei suoi tesori e della forza che la mantiene viva. La sua ossessione introduce uno dei temi centrali del romanzo: il confine tra il desiderio di scoprire e la volontà di possedere.

Todd Hilton e Blackthorn rappresentano due modi opposti di affrontare l’ignoto. Il primo cerca una possibilità di libertà; il secondo vuole piegare l’isola alla propria fame. Entrambi, però, scopriranno che Nemmerland non è una terra passiva sulla quale piantare una bandiera. È un mondo capace di reagire e di presentare il conto.

La forza del progetto risiede nell’ampiezza del suo immaginario. Popoli, profezie, creature, maledizioni e avventure si intrecciano dando vita a una storia che non vuole restare confinata dentro una sola definizione. È un viaggio piratesco, ma anche una rilettura del mito; un fantasy popolato da meraviglie, ma attraversato dalla morte e dalla trasformazione.

Dietro tutto rimane il tema più antico legato a Peter Pan: la paura di crescere. In Nemmerland, però, crescere non significa soltanto abbandonare l’infanzia. Significa accettare la perdita, riconoscere il peso delle proprie scelte e comprendere che nessun luogo può proteggerci per sempre da ciò che siamo.

Il romanzo di Giuseppe Sorrentino è destinato a chi ama le grandi avventure, le mitologie reinventate e le storie capaci di prendere una fiaba conosciuta per mostrarne il lato rimasto nascosto.

La rotta conduce ancora verso la seconda stella a destra.

Ma questa volta l’isola non promette di lasciarvi tornare.

 

Titolo: Nemmerland – Il mito prima del mito
Autore: Giuseppe Sorrentino
Editore: The Wall Edizioni
Pagine: 243
ISBN: 9791281746459

 

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