Angela Kosta e il coraggio di guardare nell’abisso dell’amore
Una voce internazionale firma un romanzo psicologico che scava nelle ferite della famiglia e del possesso
Angela Kosta, scrittrice, poetessa, promotrice culturale internazionale e direttrice della rivista letteraria Miriade, è una delle voci più prolifiche e riconosciute del panorama letterario albanese e internazionale. Nata a Elbasan e residente in Italia dal 1995, ha pubblicato trentasei libri tra romanzi, poesie e fiabe, tradotti in un ventaglio impressionante di lingue: albanese, italiano, inglese, francese, arabo, coreano, spagnolo, turco, giapponese, punjabi, vietnamita, ebraico, greco e rumeno, con le versioni cinese e polacca attualmente in preparazione. Autrice di tredici antologie pubblicate in Albania, Kosovo, Italia, Stati Uniti, India e Turchia, è una promotrice culturale attivissima, presente con testi e traduzioni in numerose riviste e giornali letterari di diversi Paesi. Il suo impegno si estende anche al sociale: i proventi di due sue opere pubblicate in Italia sono stati donati alla ricerca sulla Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) e al Comitato Daniele Chianelli per la lotta a leucemie, tumori e linfomi. Tra le sue opere più recenti spicca Riabbracciando il sole, presentato a Milano presso il Consolato Generale della Repubblica d’Albania, ulteriore conferma di un percorso che unisce scrittura, identità e dialogo interculturale. Vincitrice di numerosi premi a livello nazionale ed internazionale. Questo è solo un accenno di presentazione, descrivere Angela, cara e stimata amica, non basterebbe un intero libro.
Nel romanzo Gli occhi della madre, Angela Kosta, affronta uno dei territori emotivi più complessi: quello in cui l’amore si confonde con il possesso e la famiglia diventa il luogo in cui si consumano le ferite più profonde. Gioi, giovane donna dalla vita tranquilla, divisa tra il lavoro e l’amore sincero di Al, agente di polizia leale e protettivo, vive un equilibrio fragile ma autentico. Un equilibrio che si spezza con l’arrivo di Nek, fratello di Al, uomo impulsivo e fragile, incapace di accettare un “no”. La sua attrazione per Gioi si trasforma presto in ossessione, e ciò che potrebbe sembrare una gelosia familiare diventa un incubo fatto di tensione, manipolazione e violenza psicologica. Angela Kosta racconta questa spirale con una scrittura asciutta, tesa, mai compiaciuta, capace di rendere palpabile l’angoscia che si insinua tra le pareti domestiche: le case diventano trappole, i silenzi più pesanti delle parole, e l’amore si trasforma in un territorio minato.
Sul fondo della storia, come una luce che non si spegne, c’è una madre. Una madre che osserva i propri figli spezzarsi, incapace di fermare la frattura; una madre che vede, comprende, soffre. Sono proprio gli occhi della madre, limpidi, feriti, ostinati, a diventare il simbolo del romanzo: lo sguardo che non giudica, che non abbandona, che continua a credere nella possibilità del perdono anche quando tutto sembra perduto. Gli occhi della madre è un romanzo intenso, psicologico, profondamente umano, dove la salvezza non arriva dall’esterno ma dalla capacità di guardare la verità senza più distogliere lo sguardo. Un invito alla lettura, ad entrare tra queste pagine e riconoscere delle verità, quelle realtà che spesso se ne parla con occhi spenti e voce spezzata. Un libro prezioso che deve trovare il giusto posto nelle librerie di ogni casa. Buona lettura.
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